10 ore fa:Morano Calabro pronta ad ospitare la 21^ Festa della Bandiera il 29 e 30 maggio
11 ore fa:Les jeux sont faits, chiuse le urne e c'è già una notizia: più gente al voto
8 ore fa:Turismo sportivo, Tavernise apre il confronto: «I tornei facciano vivere la città, non solo gli impianti»
8 ore fa:Comunali, Rimoli regna e Chiarello cade. Castrovillari verso il ballottaggio
9 ore fa:“Chiara e Francesco”, amore e libertà sul palco: il musical torna il 12 giugno a Corigliano
12 ore fa:“Oltre”, moda e inclusione nel carcere di Castrovillari nel nome di Jole Santelli
13 ore fa:Successo per i Campionati Junior di Matematica all’I.C. 2 Rossano
9 ore fa:Taekwondo Draghi Rossano, otto medaglie al torneo regionale dei più piccoli
13 ore fa:Il Parco Nazionale della Sila ospita il secondo meeting del progetto Natures
10 ore fa: Period Poverty e dignità mestruale: dall’Alto Ionio una mobilitazione per i diritti e l’inclusione

L’Università della Calabria resta salda sul podio dei grandi atenei statali italiani

1 minuti di lettura

CALABRIA  - L'Università della Calabria si posiziona al terzo posto nella classifica Censis delle università italiane tra i grandi Atenei statali (da 20.000 a 40.000 iscritti), preceduta da Pavia e Perugia.

«L'Unical - riporta Ansa - ottiene un punteggio complessivo di 90,2 con un valore di 105 per le borse e 107 per i servizi. Bene anche la comunicazione e servizi digitali che ottiene un punteggio di 98. Tra gli atenei statali di medie dimensioni (da 10.000 a 20.000 iscritti), l'Università Magna Graecia di Catanzaro si posiziona al 15mo posto con una valutazione di 79,2. Punti di forza dell'ateneo le borse (98) e comunicazione e servizi digitali (91). Nella classifica dei piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti), infine, l'Università Mediterranea di Reggio Calabria si posiziona al sesto posto con 83,5. I punteggi più alti li ottiene nelle borse (110) e nelle strutture (100). Il nuovo ranking annuale degli atenei statali e non statali in base a strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio, livello di internazionalizzazione, comunicazione e occupabilità, vede, complessivamente, un ritorno alla crescita delle immatricolazioni: +2,2%. Dell'aumento non hanno però beneficiato tutti gli atenei in pari misura. Gli atenei del Centro Italia segnano un +9,3%, seguiti dalle regioni del Nord-Ovest (+1,6%). Segno negativo per il Nord-Est (-2,0%), stabile il Sud (-0,2%). Di contro aumentano gli abbandoni degli studi. Nell'anno accademico 2021-2022 il 7,3% degli immatricolati ha abbandonato gli studi entro il primo anno, a fronte del 7,1% registrato nell'anno precedente e del 6,1% relativo all'anno accademico 2019-2020. Una decisione che ha coinvolto in misura pressoché equivalente sia i maschi (7,4%) che le femmine (7,2%)».

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.