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Sullo Jonio arrivano i medici cubani: 14 a Corigliano-Rossano e altri 4 tra Cariati e Trebisacce

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CORIGLIANO-ROSSANO – Siamo coperti. I medici cubani sono pronti a prendere servizio nei presidi ospedalieri della costa jonica. Saranno 18, su un totale di 43 destinati all’intera asp di Cosenza, i camici bianchi che daranno man forte al personale che da sempre tiene botta tra i reparti del nostro territorio.

Un numero magico che se si pensa alla Maturità degli anni indietro rappresenta la sufficienza – già una buona cosa considerando le condizioni in cui versa la nostra Sanità –, ma che nella smorfia viene rappresentato come “o sanghe”, quel fluido indispensabile senza il quale non ci sarebbe vita.

Ebbene, per i nostri ospedali arriva nuova linfa vitale, una boccata di ossigeno indispensabile vista la stagione estiva inoltrata e, con essa, un numero maggiore di presenze sul territorio che va invece scontrarsi con la progressiva carenza di personale dovuta alle varie richieste di ferie.

Una buona fetta di medici cubani andrà a rimpolpare i reparti di emergenza urgenza. Previste 5 unità al pronto soccorso di Rossano, 4 a Corigliano, due a quello di Cariati e altrettanti per Trebisacce. Al “Compagna” in arrivo anche un ginecologo e 3 pediatri. Atteso uno specialista in ortopedia a Rossano. Bottino ricco per il nostro territorio che, con le nuove leve, dovrebbe riuscire a fronteggiare meglio la pressione estiva.   

Nel frattempo va avanti la macchina amministrativa intenta ad espletare tutto l’iter dei vari concorsi in essere. In attesa dunque che vengano assunti gli specialisti selezionati secondo regolare concorso pubblico e che i nostri ospedali possano finalmente contare su un numero congruo di specialisti, l’esercito dei cubani sarà indispensabile per garantire il servizio ai cittadini e fare fronte a tutte quelle criticità che si presentano regolarmente con l’avvento dell’estate.

Valentina Beli
Autore: Valentina Beli

“Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare” diceva con ironia Luigi Barzini. E in effetti aveva ragione. Per chi fa questo mestiere il giornalismo non è un lavoro: è un’esigenza, una passione. Giornalista professionista dal 2011, ho avuto l’opportunità di scrivere per diversi quotidiani e di misurarmi con uno strumento affascinante come la radio. Ora si è presentata l’occasione di raccontare le cronache e le storie di un territorio che da qualche anno mi ha accolta facendomi sentire come a casa. Ed io sono entusiasta di poterlo fare