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Corigliano-Rossano assediata dalle cavallette: si teme per la salute dei campi

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CORIGLIANO – ROSSANO – Invasi dalle cavallette. Sono grandi, anzi grandissime. Se utilizziamo quelle up per cellulari che consentono di scattare la foto e individuare l’esemplare, l’applicazione ci dice che si tratta delle decticus albifrons, insetti ortotteri appartenenti alla famiglia Tettigoniidae, presente in Eurasia e Nordafrica.

Ebbene, è qualche giorno che sono arrivate fin qui. Talmente robuste e di dimensioni notevoli che non solo sono in grado di saltare ma anche di arrampicarsi sui muri. Tanto che non hanno alcun problema ad infilarsi nelle case anche al quarto o settimo piano. E così Rossano centro storico ma anche la stessa area urbana di Corigliano e Schiavonea sono letteralmente invasi da questi animali.

«Non costituiscono alcun pericolo per l’uomo – rassicura il direttore sanitario dell’Asp di Cosenza, Martino Rizzo -, il rischio non è sanitario ma agricolo. Le cavallette mangiano tutto quello che trovano di verde, distruggono i campi. Ed è anche molto complicato debellarle perché a causa del loro peso consistente e delle dimensioni, è difficile se non impossibile liberarsene attraverso disinfestazioni».

Insomma, l’ottava piaga d’Egitto si abbatte contro Corigliano Rossano. E mentre c’è chi tenta di cacciare le intruse con scope e strofinacci, c’è chi al livello mistico e metaforico cerca una spiegazione. Il clima così caldo e l’umidità stanno senza dubbio facilitando l’arrivo di questa tipologia di insetti i quali, documentandoci qua e là sul web, potrebbero addirittura farci compagnia fino a settembre.  

Valentina Beli
Autore: Valentina Beli

“Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare” diceva con ironia Luigi Barzini. E in effetti aveva ragione. Per chi fa questo mestiere il giornalismo non è un lavoro: è un’esigenza, una passione. Giornalista professionista dal 2011, ho avuto l’opportunità di scrivere per diversi quotidiani e di misurarmi con uno strumento affascinante come la radio. Ora si è presentata l’occasione di raccontare le cronache e le storie di un territorio che da qualche anno mi ha accolta facendomi sentire come a casa. Ed io sono entusiasta di poterlo fare