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Nuova "infornata" di medici cubani: la Sibaritide esclusa anche questa volta?

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CORIGLIANO – ROSSANO – La speranza è di non rimanere a bocca asciutta anche questa volta. Altri nuovi 26 profili professionali esaminati attentamente, approvati e dunque in procinto di arrivare in Calabria. Ottanta sono in fase di valutazione. La Regione continua ad affidarsi ai medici cubani per tentare di arginare l’emorragia di personale.

Intanto, dei primi 52 arrivati, neppure uno è toccato al versante jonico. E pensare che non appena saputo della “recluta” dei camici bianchi d’oltreoceano, si erano fatte subito le prime ipotesi su come si sarebbero potute impiegare le unità di rinforzo. Personale mai arrivato perché se in casa nostra siamo messi male, altrove la situazione è ancora più drammatica. Ed ecco che la nuova linfa vitale per i reparti ospedalieri è stata subito riversata a sud della regione, in particolar modo tra Locri, Polistena e Melito Porto Salvo. Insomma, tra quelli che sono messi male, noi saremmo quelli meno peggio.

Ma la totale esclusione della Sibaritide dai territori beneficiari dei nuovi aiuti, ha lasciato l’amaro in bocca a tutti. Un po' come quando al ristorante vedi portare piatti identici a quelli che hai ordinato tu ma sono destinati al tavolo dietro il tuo. Ci siamo visti sfilare davanti i medici senza poter godere dell’aiuto di nessuno di questi.

Adesso la Regione sta per fare una seconda “infornata”. Sono ore di intenso lavoro e di mediazione tra l’Asp di Cosenza e Palazzo Campanella. Come ha ribadito in più occasioni il Presidente Occhiuto, quella dei medici cubani non è la soluzione – individuata invece in concorsi più attrattivi che coinvolgano anche gli specializzandi, per far in modo che pure gli ospedali periferici possano essere presi in considerazione da medici specializzati alla ricerca di un’occupazione – ma sicuramente uno strumento per tamponare l’emergenza personale.

Criticità che in estate, per ovvi motivi, raggiunge il suo massimo livello. Che almeno questa sia la volta buona anche per la Sibaritide?

Valentina Beli
Autore: Valentina Beli

“Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare” diceva con ironia Luigi Barzini. E in effetti aveva ragione. Per chi fa questo mestiere il giornalismo non è un lavoro: è un’esigenza, una passione. Giornalista professionista dal 2011, ho avuto l’opportunità di scrivere per diversi quotidiani e di misurarmi con uno strumento affascinante come la radio. Ora si è presentata l’occasione di raccontare le cronache e le storie di un territorio che da qualche anno mi ha accolta facendomi sentire come a casa. Ed io sono entusiasta di poterlo fare