2 ore fa:Presidio a Rossano per Ahmad Salem: «La solidarietà non si arresta»
3 ore fa:IOS Longobucco protagonista alle OGR di Torino
3 ore fa:Danni maltempo a Co-Ro: chiesta l’attivazione di un servizio di supporto per cittadini e attività danneggiate
1 ora fa:Emergenza idrica, Trebisacce accelera: piano da 2 milioni per salvare l’estate e aiutare la costa jonica
5 ore fa:Co-Ro, Patir 2026 sarà dedicato alla scrittura: tre giornate su storia, cultura e intelligenza artificiale
1 ora fa:“La Bizantina” cresce ancora: oltre 130 ciclisti da tutta Italia tra sport, fatica e territorio
16 minuti fa:Festa dell’Europa, la Sibaritide celebra l’UE tra piazze, scuole e giovani
4 ore fa:Centrato l'obiettivo di copertura totale: l'Unical assegna il 100% delle borse di studio
46 minuti fa:Bocchigliero, la Cicogna nera torna a nidificare: nel nido del GRAC deposto il terzo uovo | VIDEO
4 ore fa:Amministrative Castrovillari, Donadio: «Siamo l'alternativa al silenzio e ai compromessi»

Rischio tornado, la Calabria è in cima alla classifica del Cnr

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – In Italia dopo il Lazio, Puglia e Calabria risultano essere le regioni più a rischio tornado. Lo afferma l'Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac).

Allarmismo a parte, i dati emergono da uno studio che va dal 1990 al 2021 dai ricercatori. Ben 32 anni di osservazione scientifica e raccolta dati hanno consentito al Cnr di rendere pubblico un quadro scientifico della situazione. Il tornado che è considerato uno dei fenomeni atmosferici più violenti nel Mediterraneo, ha sempre colpito le regioni tirreniche, per questo motivo il risultato della ricerca lascia sorpresi.

Il fenomeno è tra quelli a più alta densità energetica o potenza sprigionata e alcune aree hanno una percentuale più alta di rischio, il Lazio in primis e subito dopo anche la Calabria, non solo la fascia tirrenica ma anche jonica, l’area arriva ad interessare anche la Puglia e l’Emilia Romagna, vale a dire le regioni sud-orientali.

Gli autori dello studio Elenio Avolio e Mario Marcello Miglietta del Cnr-Isac, pubblicato sulla rivista Atmospheric Research, affermano: «L'intensificazione di tali fenomeni, nel corso degli anni, è condizionata anche dal cambiamento climatico in atto, essendo confermato che esistono delle forzanti specifiche, come la temperatura superficiale del mare, con un ruolo importante nello sviluppo di tali eventi. Le regioni centrali tirreniche Italiane possono essere definite come un hot-spot per i tornado nell'area mediterranea. A tale riguardo, sono stati analizzati 32 anni di dati (1990-2021), isolando un numero considerevole di eventi tornadici ad elevata intensità (445 su tutta Italia). Le analisi statistiche sono state condotte analizzando sia misure (radiosondaggi) sia output da modelli a grande scala (re-analisi), al fine di individuare le condizioni atmosferiche dominanti associate ai tornado individuati. È stato quindi possibile definire delle specifiche configurazioni atmosferiche prevalenti, potenzialmente favorevoli al loro sviluppo nell’area in studio».

Da un po' di anni dopo periodi particolarmente caldi e con tanta energia in gioco, molte le zone joniche che sono state colpite da violenti fenomeni atmosferici di questa natura.

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive