11 ore fa:Una Luce dal Cielo: dieci cori calabresi celebrano Gioacchino da Fiore
14 ore fa:Lavoro, Caloveto stabilizza quattro tirocinanti di inclusione sociale
16 ore fa:Cassano Jonio, Premio Troccoli Magna Graecia 2026: annunciati i vincitori delle varie sezioni
13 ore fa:Corigliano-Rossano chiami il Giro: la Corsa Rosa può diventare una strategia
15 ore fa:Terrae Magna Grecia, al via il primo direttivo della rete turistica dei comuni
13 ore fa:A Saracena nasce la prima Casa del Moscato d’Italia: il vino identitario che punta ai mercati internazionali
12 ore fa:Trebisacce celebra il Biondo tardivo: successo per la XIV edizione della Festa dell’Arancia identitaria
14 ore fa:Open lab Patir: svelati i primi temi degli interventi che animeranno la tre giorni
15 ore fa:Intesa Sanpaolo sceglie il Parco Biometano Ecoross per l’evento dedicato alle imprese calabresi
12 ore fa:Regione Calabria, Greco vota contro il bilancio Aterp: «A rischio il diritto alla casa»

Paradosso e stupore: è arrivata la tassa sul biliardino

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Sembra uno scherzo, ma non lo è, i biliardini, classici giochi di intrattenimento soprattutto nei lidi balneari, sono tassati, perché equiparati a giochi quali le slot machine e il video poker.

Un ennesimo colpo ai gestori balneari che da un momento all’altro si vedono sottoposti a rischio multa, fino a 4 mila euro, per aver messo a disposizione dei clienti, un gioco che non prevede nessuna vincita in denaro.

Il caso nasce dalle norme dell’Agenzia delle Accise, delle Dogane e dei Monopoli, entrate in vigore fra maggio e giugno, che prevede la regolamentazione di giochi, nell’ambito degli esercizi pubblici, tra quelli che prevedono una vittoria in moneta rispetto agli altri. Il distinguo però, supera la realtà, facendo rientrare nei giochi a vincita denaro, anche gli storici biliardini (anche a gettoni), che come sappiamo, sono solo un modo per trascorrere il tempo divertendosi, così come lo sono il flipper, il ping-pong, le freccette e forse, anche i dondoli per bambini.

Per evitare la multa gli esercenti devono munirsi, secondo il decreto del 2012, di un nullaosta specifico e avere un’apposita certificazione da parte dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli oppure, come hanno fatto i balneari pisani, levare i giochi. Già i controlli sono scattati, di pari passo con le denunce delle associazioni di categoria, l’imposta da pagare infatti, è pari all’8% dell’imponibile medio forfettario oltre al limite Iva.

Un caso che lascia perplessi, al punto che alcuni parlamentari hanno disposto un’interrogazione in aula, ritenendo che la norma sia difficile da interpretare e applicare.

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive