4 ore fa:Scutellà (M5S): «Il prezzo da pagare per l'uscita dal commissariamento? L’autonomia differenziata»
3 ore fa:Attivo lo sportello online contro la povertà educativa: supporto diretto alle famiglie della provincia
2 ore fa:Il Pollino in Ribalta Festival è pronta ad accogliere "El fùtbol" con Ettore Bassi
4 ore fa:Cassano Jonio, l'olivo “Cassanese” al centro del dibattito per tracciare il futuro dell’olivicoltura locale
2 ore fa:Frana sulla SP 251, sopralluogo della Provincia dopo la segnalazione del consigliere Garofalo
1 ora fa:Vino, Saracena protagonista al Vinitaly col Moscato passito
3 ore fa:Sanità, fine del commissariamento dopo 17 anni. Santoianni (FI): «Una svolta vera»
46 minuti fa:Fine del commissariamento, Laghi: «Svolta positiva ma rischia di restare solo formale»
1 ora fa:Comune di Cassano, Diocesi e Caritas al lavoro insieme per aiutare famiglie e imprese  
16 minuti fa:Corigliano-Rossano, torna l’Assemblea del presidio Libera “Mario e Gianluca Congiusta”

Lunghe distese viola, atmosfera fiabesca ed è subito magia. Provenza? No, Calabria

1 minuti di lettura

MORANO CALABRO - Sapevate che in Calabria esiste un posto simile alla Provenza? Quelle lunghe distese viola, dal profumo inebriante e avvolgente. Quando si pensa alla lavanda, si pensa automaticamente alla Provenza e alle sue infinite distese di fiori viola. I giochi di luce che fanno con il sole, specialmente al tramonto o all’alba, sono una delle bellezze naturali più ricercate dai visitatori.

Esiste un posto simile in provincia di Cosenza. Precisamente a Campotenese, sul massiccio del Pollino, in una frazione di Morano Calabro. La famiglia Rocco ha creato infatti il Parco della Lavanda dedicandosi esclusivamente ad essa, dalla coltivazione alla distillazione e alla trasformazione in prodotti cosmetici. L’idea iniziale era quella di ricercare delle piante in grado di resistere alle anguste temperature invernali e che resistessero sotto la coltre di neve. Tra i 900 e 1700 metri scovarono la lavanda vera, che in tutto il Parco Nazionale del Pollino fino agli inizi delle due guerre garantiva un’attività fiorente ed era fonte di reddito per gli abitanti del luogo. La famiglia Rocco cercò di capire se fosse possibile riprodurla, mantenendone intatte le proprietà genetiche e sanitarie nella coltivazione. Così da otto piantine ne sono state selezionate tre e moltiplicate in vitro.

Il tutto partì in quel preciso momento. Dal 2013 la loro proprietà agricola fu convertita in giardino botanico, esattamente una sorta di fattoria didattica dove studiare le peculiarità della lavanda e imparare a distinguerne le specie. Oggi, oltre alla quella autoctona che cresce liberamente sul Pollino e che è chiamata Loricanda, ne vengono coltivate più di 50. Ognuna ha caratteristiche diverse dalle altre e si distingue in modo univoco. Si tratta di lavandule (dette anche lavandini) e lavanda vera che compongono un arcobaleno di colori che svaria dal bianco a tutte le sfumature del viola.

Qua e là, inoltre, sono presenti altri tipi di erbe officinali quali timo, salvia rosea, menta piperita, limone e cioccolato. Il Parco della Lavanda offre ai visitatori la possibilità di assistere alla distillazione e alla separazione dell’olio dall’acqua di lavanda. Questo talvolta è utilizzato anche come lenitivo. L’olio ottenuto dalla lavanda angustifolia è il vero olio essenziale dalle proprietà antimicotiche. È possibile, infine, acquistare i prodotti cosmetici a base di lavanda: saponi naturali con gocce d’olio o con fiori per un effetto scrub, candele profumate, sgranato per la profumazione degli armadi e degli ambienti, e tisane…

(Fonte enjoy calabria)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia