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Arrivata in Polonia, la solidarietà per il popolo Ucraino corre anche sulle autostrade

1 minuti di lettura

Sono arrivata in Polonia. Proprio ora sto entrando a Cracovia. Dopo una nottata trascorsa a stare attenti ai posti di confine tra uno stato e l'altro lungo le strade polacche si percepisce pace e solidarietà. I cartelli stradali ci dicono, però, quanto la guerra non sia molto lontana e i messaggi di solidarietà al popolo ucraino vengono rilanciati anche sui monitor autostradali. Questa, del resto, è la terra di Solidarność, quel movimento sociale e di solidarietà che tanto fece parlare di se negli anni '80.

Traffico intenso per raggiungere il centro. Siamo diretti verso il centro di accoglienza, uno dei tanti, in cui confluiscono gli aiuti inviati dall'Italia e da smistare verso l'Ucraina. Inoltre ci aspettano i responsabili della gestione dei profughi. Tamponi e vaccinazioni, destinazioni assegnate, per la maggior parte a donne e bambini.

L'eco dello jonio entrerà con le proprie telecamere in queste realtà.

Ci fermiamo alle porte di cracovia a fare rifornimento, a prezzo bassissimo, 1,60 euro a litro. Chiediamo al commesso cosa pensa della guerra. Diciamo che siamo di un giornale italiano. Adom questo il suo nome che leggiamo sulla targhetta, smette di parlare. Neanche in inglese. Dice solo "it' a bad situation" e poi ci fa segno di lasciarlo stare...

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive