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La protesta silenziosa (e rassegnata) degli studenti contro chi gli ha tolto la certezza del futuro

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CORIGLIANO-ROSSANO - Sembrano lontani, lontanissimi gli anni delle manifestazioni studentesche degli anni '90, quando i ragazzi scendevano per le strade e per mattinate intere occupavano piazze e vialI per far sentire la loro voce in un contesto politico e sociale che - allora - metteva ancora molto ai margini il giovane popolo della scuola.

Oggi non ci sono più le piazze per dimostrare il dissenso verso le scelte dei "grandi". E questo non perché i giovani siano entrati in un tunnel di apatia. Bensì, sono le dinamiche del mondo, i risvolti sanitari di questa dannata pandemia, che ha davvero stravolto tutti gli usi e i costumi, a tenere distanti i giovani dall'agorà. Oggi la comunità di piazza diventa, quando va bene, virtuale, e nel caso specifico di stamattina, silente, solitaria e passiva.

Proprio così, stamani i ragazzi delle scuole superiori di Corigliano-Rossano, una popolazione studentesca di quasi 10mila persone, ha deciso di fermare tutto per manifestare contro la didattica in presenza. I giovani hanno paura di stare in classe e di essere contagiati. E in questo loro sciopero passivo rivolgono un invito alle istituzioni a serrare le scuole, quantomeno fino al passaggio della "piena" Covid, e di disporre la pratica della Didattica a distanza.

Sinceramente non sappiamo quanto ci sia di scientifico in questa richiesta. Una cosa è certa: la confusione generale, che stanno generando l'infodemia e una caterva di prescrizioni normative l'una più contraddittoria dell'altra, associata alle informazioni della scienza che ha aperto un fronte molto diviso e paradossale sugli effetti del Covid, ha creato e sta creando solo paura e nessuna certezza sul futuro.

I ragazzi, dacché negli anni scorsi erano spinti da tutti i buoni propositi per ritornare in aula, oggi hanno il timore che i muri delle aule possano trasformarsi in una gabbia nella quale contrarre il virus. Nessuno li ha tranquillizzati sul contrario. Perché nessuno di chi doveva e poteva, negli ultimi due anni, ha fatto qualcosa di utile per mettere in sicurezza il mondo della Scuola.

Oggi, quei banchi vuoti sono una sconfitta del sistema, che - ancora una volta - ha perso l'occasione di dare un segnale di speranza per il futuro.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.