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Emergenza Covid, Unical in Dad? Studenti sul piede di guerra

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RENDE - L'ufficialità è arrivata ieri ed ha mandato su tutte le furie una parte del mondo studentesco: le attività didattiche dell'Unical del primo semestre proseguiranno a distanza. Questo per far fronte al drammatico momento di emergenza pandemica che sta attraversando la nostra regione. Rimarranno in presenza solo i laboratori e le sessioni d'esame.

Lo ha stabilito con un apposito decreto il Rettore dell'Università della Calabria, Nicola Leone, in accordo con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Una notizia, però, che ha lasciato sconcertati e con l'amaro in bocca una parte degli studenti. Come quelli che si riconoscono sotto la sigla di "Rinnovamento è futuro" che lamentano l'assenza di concertazione nelle decisioni.

«Siamo sconcertati» scrivono. E aggiungono: «Non c'è stato un minimo di confronto con la Comunità Accademica, quella vera che vive il Campus, prima di chiudersi in una stanza e decidere a tavolino le sorti di migliaia di Studenti universitari. Avevamo chiesto di convocare un Senato Accademico straordinario - si legge ancora nella nota - per assumerci le nostre responsabilità da Rappresentanti e dare il nostro contributo affinché nessuno venisse lasciato indietro».

Lezioni a distanza ma esami in presenza, con un marea di disagi per gli studenti che in questo momento sono positivi, vivono lo stato di quarantena e di isolamento. «Da ore - è scritto ancora nella nota di RèF - riceviamo già segnalazioni di Colleghi abbandonati e impossibilitati a ricevere risposta circa la loro richiesta; a nostro avviso, conoscendo le capacità nella gestione di flussi importanti di utenza del nostro Ateneo, questo sistema è destinato al collasso nel breve termine».

Ma non è il collasso del sistema a preoccuparci quanto la possibilità che gli Studenti vengano privati del loro sacrosantissimo Diritto allo Studio.
«Pensiamo, ad esempio, agli Studenti pendolari, costretti a servirsi del trasporto pubblico locale; agli Studenti conviventi con soggetti fragili, chiusi in casa - vista la situazione attuale - per proteggere i loro cari e ora costretti dall'Ateneo a esporsi a un rischio evitabile; agli Studenti che avrebbero diritto all'esame online ma vessati, come tanti, dall'inefficienza ormai fiore all'occhiello della nostra Università».

«Facciamo inoltre fatica a comprendere quale sia la ratio sottesa alla DAD per le lezioni mentre vengono consentiti gli esami in presenza. Se fossimo stati interpellati, avremmo chiesto e suggerito di indicare protocolli organizzativi e di prevenzione idonei a consentire uno svolgimento sicuro degli appelli d'esame; questo perchè ricordiamo bene le scene verificatesi nell'ultima sessione in presenza dove, per la solita disorganizzazione, ci sono stati Docenti che hanno permesso lo svolgimento di appelli con 200 Studenti, senza prevedere neanche una calendarizzazione».

«Tutto ciò si poteva evitare programmando diversamente, magari facendo ricorso alla didattica mista almeno fino a fine gennaio (in attesa di verificare l'andamento dei contagi), ma soprattutto confrontandosi con tutte le anime dell'Ateneo».

Il Rettore, saltando questo passaggio, si è rivolto direttamente al Presidente della Regione Calabria, addivenendo con lui a questa decisione che «è illogica e pericolosa».

«Basti pensare che nella vicina Università Magna Graecia, con un quarto degli Studenti iscritti, si sia già passati completamente alla didattica a distanza.
A questo punto, il nostro appello, dopo aver constatato che questo Rettore non ha intenzione di aver alcun tipo di confronto con gli Studenti (neanche in momenti così delicati), è rivolto proprio al Presidente Occhiuto: parli davvero con chi vive questo Ateneo».

Nelle prossime ore gli trasmetteremo un documento, «riponendo la nostra speranza nella sua sensibilità e fiduciosi che riesca a capire l'inutile pericolo cui si stanno esponendo oltre 20mila Studenti. Noi non molliamo!»

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.