3 ore fa:Marina di Sibari, nuove misure per le attività: rateizzazione TOSAP e servizi igienici pubblici
5 ore fa:“La Città della Musica”, il futuro suona a Rossano: in concerto Spezzano e Grande
6 ore fa:Rete turistica dei Comuni, scatta la fase operativa: lunedì nome e presidente
1 ora fa:Cariati, tour culturale e sociale ENS Calabria: 70 partecipanti alla scoperta del borgo jonico
2 ore fa:Asp Cosenza, campagna vaccinale anti morbillo: open day a Rossano, Cariati e altri centri della provincia
4 ore fa:Torre del Ferro e Acquedotto Romano: un patrimonio nascosto da riscoprire
5 ore fa:Corigliano-Rossano, armi clandestine e cocaina: arrestato 48enne, sequestrato arsenale pronto all’uso
2 ore fa:Sanità, il senatore Ernesto Rapani interviene sulla riorganizzazione dello Spoke di Corigliano Rossano
15 minuti fa:Altomonte, svolta sulla SP120: sopralluogo del Presidente Faragalli e via libera agli interventi dopo la frana
1 ora fa:Musica, solidarietà e convivialità: a Co-Ro il “Charity Party” del Rotary Athena Krathia Sibaritide

Bimbi sta arrivando la Befana! Dormite sonni tranquilli e mi raccomando… calze appese al camino

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - La storia della befana inizia nella notte dei tempi e discende da tradizioni magiche precristiane. Il termine “Befana” deriva dal greco “Epifania”, ovvero “apparizione” o “manifestazione”. La Befana si festeggia, quindi, nel giorno dell’Epifania, che solitamente chiude il periodo di vacanze natalizie.

La Befana è rappresentata, nell’immaginario collettivo, da una vecchietta con il naso lungo e il mento aguzzo, che viaggiando su di una scopa in lungo e in largo, porta doni a tutti i bambini. Nella notte tra il 5 e il 6 di gennaio, infatti, sotto il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e caramelle (sul cui fondo non manca mai anche una buona dose di cenere e carbone), la Befana vola sui tetti e, calandosi dai camini, riempie le calze lasciate appese dai bambini. Questi, da parte loro, preparano per la buona vecchina, in un piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il mattino successivo, oltre ai regali e al carbone per chi è stato un po’ più cattivello, i bambini troveranno il pasto consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere sparsa nel piatto.

Come dice la famosa filastrocca “La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col cappello alla romana viva viva la Befana!”, la Befana indossa un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate. Originariamente la Befana era simbolo dell’anno appena passato, un anno ormai vecchio proprio come lo è la Befana stessa. I doni che la vecchietta portava, erano dei simboli di buon auspicio per l’anno che sarebbe iniziato.

Nella tradizione cristiana, la storia della befana è strettamente legata a quella dei Re Magi. La leggenda narra che in una freddissima notte d’inverno Baldassare, Gasparre e Melchiorre, nel lungo viaggio per arrivare a Betlemme da Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchietta che indicò loro il cammino. I Re Magi, allora, invitarono la donna ad unirsi a loro, ma, nonostante le insistenze la vecchina rifiutò. Una volta che i Re Magi se ne furono andati, essa si pentì di non averli seguiti e allora preparò un sacco pieno di dolci e si mise a cercarli, ma senza successo. La vecchietta, quindi, iniziò a bussare ad ogni porta, regalando ad ogni bambino che incontrava dei dolcetti, nella speranza che uno di loro fosse proprio Gesù Bambino.

(Fonte festadellabefana, foto romagnaatavola) 

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia