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Scuole, più di mille piccoli studenti lasciati al freddo da ormai 4 giorni

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CORIGLIANO-ROSSANO – I lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria agli impianti di riscaldamento delle scuole non si fanno in pieno inverno e nelle scie di una emergenza sanitaria. Non è una regola scritta ma un punto fermo del buonsenso e, perché no, anche della logica.

Succede, però, a Corigliano-Rossano – e purtroppo non è la prima volta – che nel bel mezzo della prima ondata di gelo, ben 4 scuole (Scuola Media Carlo Levi, Scuola Media Roncalli, IC Leonetti e Piragineti) siano piombate nel gelo. Parliamo di decine di classi e di quasi un migliaio di persone, la maggior parte bambini.

Nei giorni scorsi una nota del Comune annunciava i disagi che si sarebbero registrati nei giorni a seguire (e anche le strategie per combatterli) a causa dei disguidi sopraggiunti a causa di impianti di riscaldamento ormai vetusti e che si sarebbero dovuti sostituire. Azione egregia. Ma non in pieno inverno e non ora. Soprattutto dopo che la maggior parte delle scuole cittadine, nell’inverno e nella primavera scorsa, sono state chiuse per via della pandemia e dopo un’intera estate durante la quale si sarebbero potuti effettuare tutti i lavori necessari per garantire ai ragazzi e al personale di ritornare a fruire pienamente degli edifici scolastici.

E non si tratta nemmeno di disagi imprevisti. Perché, come nel caso della scuola media Levi, il problema di un impianto di riscaldamento ormai vetusto e da sostituire era emerso già nell’autunno 2019. Due anni fa! Quindi con tutto il tempo per poter intervenire.

E lo stesso intervento tampone attuato in queste ore dagli Uffici comunali, che hanno acquistato decine di stufe elettriche per riscaldare le classi gelide, pare non sia arrivato a raggiungere un adeguato comfort. A parte i consumi che producono (per abbatterli si sarebbe ricorso anche a gruppi elettrogeni), le stufe elettriche non hanno il potenziale per poter riscaldare un’aula a meno che non si lascino accese 24 ore al giorno con tutti i rischi che ne deriverebbero. È stata, quindi, un’operazione spot per tentare di placare le “lagnanze” dei genitori. Che però, ora, sono sul piede di guerra.

È inammissibile – dicono - che nel 2021 bisogna mandare i bambini a scuola con le copertine per riscaldarsi.

Le immagini di decine di bambini che la mattina vengono accompagnati davanti ai cancelli di scuola con i plaid sono davvero grottesche e surreali. Tutti piccoli Linus che, però, differentemente dal personaggio dei Peanuts, non hanno il terrore di vivere la vita ma solo di ammalarsi senza il loro pezzo di stoffa!  Una comprensibile preoccupazione, soprattutto in un periodo in cui anche uno starnuto mette in allarme mezzo mondo. Si poteva evitare di arrivare allo stato attuale. C’erano tutti i margini per farlo.

Purtroppo però, da anni, alle nostre latitudini la pubblica amministrazione ha preso la cattivissima abitudine di tramutare l’ordinario in straordinario: una pratica pericolosa che genera solo sfiducia e sconforto nella popolazione.  

- foto repertorio

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.