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Le nuove demolizioni sul demanio marittimo a Co-Ro aprono un nuovo scenario di sviluppo

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CORIGLIANO-ROSSANO - C'è uno scherzo del destino: in ogni cartina geografica si trova scritto il toponimo "Fossa-Zolfara". Peccato però che le due località di Corigliano-Rossano sono così vicine quanto distanti. C'è, infatti, un'opera infrastrutturale che, se realizzata, potrebbe cambiare le prosepttive del turismo nell'area sud-est di Corigliano-Rossano. Si tratta del ponte sul torrente Nubrica.

Poco più di 50 metri di attraversamento da un argine all'altro dello scolo d'acqua che ad oggi tiene praticamente isolate contrada Fossa, Fabbirca e Foresta. Tre località che avrebbero tantissimo da offrire in termini di sviluppo turistico se messe in rete con il resto della costa comunale. Al momento, però, rimangono tre villaggi isolati. Basti pensare che residenti stabili (una sessantina di famiglie) e turisti (in migliaia nei periodi estivi) per arrivare a Corigliano-Rossano (quantomeno allo scalo di Rossano) devono prima arrivare a Mirto, nei pressi del sottopasso ferroviario a ridosso del ponte sul Trionto (storico confine tra il grande comune della sibaritide ed il capoluogo traentino) per poi tornare indietro, lungo la famigerata Statale 106, per raggiungere la città.

Una situazione paradossale che negli anni ha influiti tantissimi sul veloce spopolamento dell'area e sul suo stesso impoverimento, proprio a causa di un'atavica carenza di servizi che quei pochi residenti ormai cercano in altri centri del basso Jonio e non più a Corigliano-Rossano.

Quei 50 metri di ponte, che collegherebbero Foresta-Fabbrica-Fossa a Zolfara e quindi alla rete urbana di Corigliano-Rossano, rivoluzionererebbero, di fatto, il concetto di mobilità e servizi che oggi in quelle zone è praticamente nullo. Basti pensare che da queste parti non arriva più, da anni, nemmeno il servizio di trasporto pubblico. Praticamente il nulla. Eppure i cittadini residenti che vi abitano tutto l'anno pagano regolarmente le tasse a fronte di zero attenzioni da parte dell'apparato amministrativo.

Oggi questa perenne involuzione potrebbe invertirsi. E potrebbe farlo subito. Grazie proprio ad un progetto che è in potenza da anni ma che nessuno fino ad oggi ha avuto la volontà di attuare. E quel progetto è proprio il ponte sul Nubrica. Per realizzarlo, tuttavia, sono necessarie prima delle opere complementari e di bonifica. Che per essere realizzate hanno più bisogno di coraggio che di soldi. Una su tutte è il compimento delle demolizione degli immobili abusivi sul demanio che ostruiscono proprio l'eventuale passaggio stradale.

«Avviamo demolizioni che erano ferme da moltissimi anni»

«Dopo l'Arca di Noe, Gammicella e Zolfara, in questi giorni si è avviata la demolizione sull'altro versante del Nubrica, a Contrada Fossa». Ed è quello che si aspettava, da tempo. A dire questo è stato il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, in un post sul suo profilo social. «Le demolizioni erano ferme da moltissimi anni - aggiunge il primo cittadino - lasciando questi pezzi del nostro litorale nell'incuria e nell'illegalità: si tratta di aree che vengono progressivamente restituite alla nostra comunità».

E poi l'annuncio del sindaco che nell'annunciare l'avvio di questa nuova fase di demolizione in contrada Fossa parla appunto di quell'agognato progetto di un ponte sul Nubrica «che garantirà maggiore sicurezza ai residenti». Ma non solo sicurezza - aggiungiamo - bensì una nuova visione di sentirsi cittadini attivi e realmente inglobati nella grande rete urbana e di servizi di Corigliano-Rossano.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.