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Spoke Co-Ro, da lunedì cambia tutto. Primo passo: rimodulare reparti e personale

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CORIGLIANO-ROSSANO - Lo diciamo da mesi: la prima, grande questione da risolvere per dare ordine alla «disorganizzazione violenta» della sanità ionica è rimettere mani - seriamente - alla programmazione ospedaliera dello spoke. Basta reparti fotocopia, basta spezzatini, basta - soprattutto - ai baronati che in questi anni hanno solo creato frizioni e cortocircuiti provocando disagi all'utenza.

Pare che l'Asp di Cosenza, sollecitata nelle ultime settimane da più parti, pare abbia assunto una decisione forte e, finalmente, irreversibile: riorganizzare con coraggio e senza voltarsi indietro l'attività ospedaliera. E questo anche a costo di fare scelte impopolari come quella di spostare reparti da uno all'altro presidio, tra il "Giannettasio" e il "Compagna" tenendo come ago della bussola una sola priorità: il comfort e l'esigenza dell'utenza ma anche degli stessi operatori. Del resto, se si hanno in organico 10 anestesisti (il numero più alto tra tutti gli altri spoke della provincia) per 4 posti di rianimazione e si è sempre in affanno vuol dire che c'è qualcosa di strutturale che proprio non va.

Lunedì, infatti, scatta l'ora X per innescare quella grande operazione di riordino dello spoke. Come? Rimettendo a posto le pedine su una scacchiera disordinatissima.

Uno dei tanti "vuoti" che da sempre contraddistingue gli ospedali di Corigliano-Rossano è il suo management. Ed è proprio da qui che il commissario La Regina, a quanto pare, vuole ripartire. Non caso, infatti, proprio da lunedì e per una volta a settimana nel presidio opererà il direttore sanitario dell'Asp, Martino Rizzo. E questa è una buona, anzi, un'ottima notizia.

Sarà lui in persona a monitorare lo stato di avanzamento di lavori e nuova organizzazione, esautorando di fatto la figura del direttore sanitario del presidio. Anche perché di lavoro da fare ce ne sarà davvero tanto.

Innanzitutto, proprio lunedì, ripartiranno i lavori (con l'intento di ultimarli una volta per sempre) del reparto di Cardiologia del "Giannettasio" con la speranza che presto possa essere rimessa in sesto anche l'Unità di terapia intensiva coronarica.

Altro ed importante step, invece, riguarderà la riorganizzazione dei reparti. Al vaglio del direzione generale dell'Azienda sanitaria ci saranno alcuni nodi da sciogliere e, come dicevamo, delle scelte da fare. Come quella di risistemare le unità operative garantendo una continuità di servizio omogenea e confacente alle predisposizioni strutturali dei due stabilimenti.

Appare ovvio, quindi, che tutta la "filiera" dell'emergenza-urgenza e della chirurgia quindi debba passare in blocco al "Giannettasio" mentre la medicina e la lungodegenza dovrebbero trovare spazio nel "Compagna". Questa è la logica.    

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.