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Calabria: la migrazione sanitaria è ormai fuori controllo

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COSENZA - Il consigliere regionale del Partito democratico, Carlo Guccione, ha scritto al ministro della Salute, Roberto Speranza, per fare il punto sulla Sanità calabrese.

 

«Siamo stati informati- scrive Guccione - che il prossimo 22 luglio sarà convocato il Tavolo Adduce per discutere sulla situazione della Sanità calabrese. Ci auguriamo che sia un momento per fare chiarezza sulla reale situazione in cui versa il sistema sanitario regionale, segnato da troppi errori e troppe macroscopiche incapacità ad affrontare e risolvere le criticità della Sanità. Una delle questioni centrali rimane la migrazione sanitaria di migliaia di calabresi che per curarsi vanno fuori regione. Nel corso del 2019, 53.866 calabresi sono stati ricoverati presso altre strutture ospedaliere fuori regione con una spesa pari a 222 milioni di euro. Il fenomeno della migrazione passiva è dovuto a valori più alti nelle Asp di confine quali quelle di Cosenza e Reggio Calabria rispetto a quelle situate nell'area centrale della Calabria. Le scelte che vengono operate dall'Ufficio del commissario per l'attuazione del Piano di rientro dal debito sanitario della Calabria, non vanno nella direzione di ridurre il calvario di tanti calabresi costretti a curarsi fuori regione attraverso un aumento delle prestazioni sanitarie e ospedaliere proprio in quei settori dove è più alto il fenomeno migratorio. Le ultime scelte operate in questa direzione costringeranno tanti calabresi a curarsi fuori regione».

«Appare evidente - continua Guccione - che ci sono poteri che traggono vantaggio da questa situazione e che utilizzano le risorse della sanità calabrese per tenere in piedi altri sistemi sanitari regionali. Si continua a consentire così ad altre regioni di chiudere i bilanci sanitari in attivo. E' necessario sgomberare il campo da ogni possibile dubbio che il commissariamento della Regione Calabria sia tenuto in piedi dopo ben 11 anni attraverso commissari nominati dai vari governi nazionali che si sono succeduti con il preciso fine di tenere in piedi questo sistema che penalizza i calabresi e favorisce i sistemi sanitari di altre regioni. Scelte incomprensibili come quelle di non aumentare le prestazioni in Calabria (ostetrico - ginecologiche) compresa una quota legata anche alla gravidanza o come quello di tagliare il 60% delle prestazioni degli interventi oculistici nella sola provincia di Cosenza non tenendo conto che da settembre 2019 a settembre 2020 la sola Asp di Cosenza ha erogato 2 milioni in meno di prestazioni sanitarie. Invece di porsi il problema di abbattere le liste di attesa, di recuperare le milioni di prestazioni non effettuate, si tagliano gli interventi come rimedio per far quadrare i conti».

«E' venuto il momento di dire basta. Bisogna con i fatti smentire l'idea che le scelte dell'Ufficio del commissario siano un invito ai calabresi a curarsi in Sicilia, in Lombardia, Puglia, Basilicata e Campania. Perciò - conclude Guccione rivolgendosi al ministro Speranza - Le chiedo un suo immediato intervento e le allego uno studio del dipartimento Tutela della Salute e Servizi sociali e socio-sanitari della Regione Calabria che ha per oggetto "Analisi mobilità extra regionale 2019" in cui lei troverà puntualmente tutti i dati che vanno nella direzione di quanto da me affermato in questa lettera. Si tratta di prestazioni sanitarie e ospedaliere che potrebbero in gran parte essere svolte nella nostra regione a condizione che venga aumentata l'offerta sanitaria. Così facendo eviteremmo a migliaia di calabresi di dovere affrontare un calvario per andare a curarsi fuori regione e recupereremmo gran parte dell'emigrazione passiva con un saldo positivo finanziario per il bilancio della sanità calabrese. Diversamente dovremmo capire a chi giova tutto questo. Sono certo che Lei interverrà anche attraverso il supporto dei suoi ispettori così potrà direttamente rendersi conto della veridicità di quanto qui riportato».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.