2 ore fa:Il Majorana sceglie il coraggio di essere originali: al cinema sulle tracce di Carlo Acutis
4 ore fa:Ginestra, l’arcivescovo Aloise: «Chi ama la propria terra non spera che l’inchiesta crolli»
1 ora fa:Stasera a Caffè sul Pentagramma c'è Frank Julian: il talento di un one-man band
3 ore fa:Castrovillari, 150 alunni in caserma per scoprire il lavoro dei Carabinieri
2 minuti fa:Granchio Blu, lo Jonio può ancora fermarlo. «Ma bisogna arrivare prima»
3 ore fa:Asp Cosenza recluta 11 professionisti per i progetti sanitari: c’è anche un addetto stampa
2 ore fa:Si trovino subito i fondi per garantire il servizio dell'elisoccorso. Se l'Asp di Cosenza non paga, Elitaliana molla
1 ora fa:La violenza di genere si combatte sui posti di lavoro: la Cisl anche a Cariati con Il coraggio di esserci per cambiare
43 minuti fa:Armi e droga: ecco cosa hanno scoperto i carabinieri del Reparto territoriale
32 minuti fa:Barbieri porta Altomonte al confronto nazionale sull’ospitalità: «L’autenticità si vive»

Sanità nel guado, al “Compagna” non si può più fare nemmeno una Tac

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - «Ormai visitiamo i pazienti come si faceva cinquant’anni fa, con lo stetoscopio!» È l’amaro sfogo di un operatore sanitario del presidio spoke “Compagna” di Corigliano-Rossano. Da quando il pronto soccorso dell’altro ospedale, il “Giannettasio”, è stato destinato solo all’emergenza Covid tutte le altre urgenze del territorio vengono dirottate proprio nel nosocomio di Corigliano. Qui, però, si campa alla giornata e persino un indispensabile strumento di diagnosi come quello che serve ad effettuare la tomografia assiale computerizzata (tac) è fuori uso da 15 giorni.

Di segnalazioni ne sono state fatte a iosa, soprattutto al management ospedaliero ma ad oggi – a parte un sopralluogo tecnico – non si è mosso nulla.

Il dato allarmante, una volta blindato l’ospedale rossanese destinato a prendersi cura dei casi Covid e venendo a mancare l’efficienza del secondo e unico presidio sanitario pubblico operante su tutto il territorio della Sibaritide, è che anche una caduta accidentale in questo territorio può diventare un’emergenza.

Lo lamentiamo tutti da una vita. Lo sappiamo da sempre. Ma ancora oggi che l’emergenza sanitaria ha travalicato ogni immaginabile scenario apocalittico continua a non muoversi nulla. Nessuno di chi potrebbe intervenire lo fa, mentre su questi fatti si continua ad alimentare quel becero sentimento campanilistico tra Corigliano e Rossano.

Eppure basterebbe pochissimo, in questo caso specifico, per restituire un minimo di funzionalità ai servizi di base di un ospedale spoke che – è vero – magari ha due Tac (una a Corigliano e l’altra a Rossano) ma che serve un territorio immenso, con grandi problemi di assistenza sanitaria.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.