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Area Urbana, c'era una volta il Partito Democratico

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A Corigliano, ad esempio, da anni non si trova più il bandolo di una matassa intricatissima ai cui estremi vi sono da una parte l’ex sindaco Giovanni Battista Genova, dall’altra il già consigliere regionale Franco Pacenza. Le due aree si contendono lo scettro del comando e si “battono” in continui bracci di ferro durante le elezioni per dimostrare che l’uno è più forte dell’altro. Al centro, ovviamente, la confusione degli elettori, sempre più delusi da una situazione che fa perdere consensi. In consiglio comunale, poi, il gruppo è minoranza assoluta, nel senso che la maggioranza risulta essere sin troppo schiacciante per un’azione oppositiva che pesa ben poco.
A Rossano, la situazione è pressoché uguale. È recentissima la nascita di un nuovo circolo – il cui segretario è il giovanissimo Antonio Micciullo – nato dalla deriva e dagli scontri in un congresso dell’altro circolo. L’opposizione in Consiglio comunale non ha un ruolo rilevante, compressa dalla maggioranza, ed è un paradosso che l’azione più incisiva sia esibita dalla destra contro la destra, il “fratello d’Italia” Ernesto Rapani.
Il problema, quindi, sta in una leadership tutta da ricostruire, anche in vista delle prossime elezioni amministrative che non sembrano poi così tanto lontane. Anche perché è bene prepararsi per tempo per poi non accampare scuse. Sembrano essersi persi nella notte dei tempi gli insegnamenti dei vari Milei, Tarsitano, Fullone o De Simone ed anche quando è il caso di serrare i ranghi in vista delle competizioni elettorali, i democrat locali si perdono nei personalismi. L’esatto contrario di quel che accade nel centrodestra, nel quale basta una cena a “La Bizantina” per tirare le fila. Sta proprio qui la bravura di Antoniotti: con una maggioranza sfilacciata, il sindaco ha tuonato, battuto i pugni sul tavolo e chiamato a raccolta tutti. D’altronde, se la sinistra fosse stata compatta e più decisa, dal 2006 ad oggi, avrebbe potuto governare più a lungo ed invece ha servito su un piatto d’argento la vittoria al centrodestra.
In un contesto del genere, le elezioni regionali hanno contribuito a far scoppiare il bubbone. Nessuno in casa Pd può affermare di aver vinto, se si esclude Bevacqua.

La candidatura presentata in modo unitario, quella dell’avvocato Giovanni Zagarese, non ha ottenuto quanto auspicato perché il Pd di Corigliano e Rossano ha chiaramente sostenuto altre candidature “straniere”, ma anche perché una campagna elettorale nei 155 comuni della provincia, non può essere completata in 15 giorni.
Fra i due litiganti, insomma, il terzo gode. Gode lo “straniero” che pesca nella Piana a piene mani: non ci si lamenti poi se la “sinistra” non “tiene” più.

l. l.