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Verba Volant - Alla ricerca del futuro

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Arriva l'ottava edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico e il San Nilo di Rossano diventa il ritrovo di tante voci, che raccontano la loro esperienza e il loro lavoro.Il Verba Volant di oggi, di conseguenza, parla di orientamento. 

Tra le voci di questa serata, ci sarà anche la mia, per raccontare l'esperienza dei miei percorsi narrativi. Il compito è arduo, non per il tema trattato, che è quello della mia vita quotidiana alla fine dei conti, la difficoltà si trova nella premessa di questo incontro: orientare un pubblico di giovani alunni in procinto di scegliere il proprio percorso universitario o lavorativo. Nascono da questa premesse i dubbi e le domande sul sentirsi adeguati. 

Orientare è il verbo dei saggi, delle bussole o dei giganti; di chi punta la direzione giusta perchè conosce; di chi fa perchè sa fare. Questo è quello che siamo stati abituati a sentire almeno.

Cosa si può dire a chi è alla ricerca del futuro? 

Sono quasi sicuro di poter affermare che nessuno smette mai di cercare il proprio futuro. A nessun età, dopo ogni tipo di soddisfazione, c'è sempre una scelta da fare. I mari calmi risiedono solo nelle parole di chi è insicuro e si nasconde. In realtà viviamo tutti nella tempesta. 

Ricerchiamo nelle nostre vocazioni gli strumenti per governare i mari agitati delle nostre vite; affidiamo alle nostre soft skills il piacere di stupirci e ai nosti core business la rotta da seguire, ma in realtà non smettiamo mai di chiederci se stiamo facendo la cosa giusta. 

Così in un appuntamento come quello di stasera al San Nilo, chi ha già scelto racconta un piccolo squarcio di avventura, nella speranza di appassionare più che di orientare, con la missione di far scoprire e non di insegnare, con l'idea di far luce ma senza essere l'unico faro. 

Se qualcuno è alla ricerca di un futuro creativo, nella scrittura, nel giornalismo, nel cinema o nella narrazione, spero che trovi nella mia storia, quello che io ho visto nei narratori che mi hanno appassionato: un modo di stare al mondo, un tono di voce riconoscibile, una scelta di un punto di vista diverso. 

Alla fine un narratore fa questo: osserva, da un nome diverso alle cose che pensiamo di conoscere, si siede sulla poltroncina tra il pubblico che nessuno aveva notato, quella in penombra e un po' scomoda, ma dalla quale si vede tutto in un modo un po' diverso. A volte si soffre la solitudine, perchè ci si sente soli nel posto di vedetta, altre volte invece si gode della responsabilità di far emergere tutto ciò che è davvero bello, che fa sorridere o piangere. 

Se siete alla ricerca di questo futuro cercate storie e non consigli, parole impolverate che hanno bisogno di ritrvare fascino ma mai pompose, affidatevi a chi racconta senza vanto, senza dover essere protagonista. Diffidate da chi usa lingue antiche come filastrocche per non essere compreso ma lodato. Si raccontano storie per semplifcare il mondo, per decodificarlo, non certo per renderlo più difficile di quello che è già. 

In questo modo, raccontare un mondo desiderabile, diventerà il primo passo per costruire un futuro in cui si apprezza la tempesta, sapendo di non poterla governare.

 

Andrea Costantino Levote
Autore: Andrea Costantino Levote

Andrea Costantino Levote nasce come giornalista sportivo. Frequenta il corso di Reporting alla Scuola Holden, ma si imbuca anche alle lezioni di Cinema e di digital marketing. Vince il Premio Phoebe di Scuola Holden con il teaser Democracia. Racconta i ritratti dei giornalisti sportivi che lo hanno ispirato nel podcast "I Cantastorie", all'interno del programma Eutropia su Spotify. Diventa CEO di Jugaad Produzioni e con il cortometraggio FAME vince diversi premi internazionali, oltre a una menzione speciale al festival Ermanno Olmi. Oggi è CEO e founder di DIEZ- CREATIVE AGENCY, agenzia di comunicazione con la quale racconta il talento, occupandosi del digital marketing di start-up e di imprese.