Terzo blackout della fibra in un mese nell'Esaro-Pollino: territorio isolato, esposto in Procura
Altomonte e decine di comuni ancora senza connessione. Imprese, farmacie, bancomat e pubblici servizi in tilt. Presentata una denuncia alla Procura di Castrovillari per accertare eventuali responsabilità
ALTOMONTE – Tre blackout in appena trenta giorni. Non più un episodio isolato, ma una criticità che alimenta interrogativi sulla tenuta delle infrastrutture digitali nell'area dell'Esaro-Pollino. L'ennesimo guasto alla rete in fibra ottica ha lasciato senza connessione migliaia di utenti, aziende e uffici pubblici, paralizzando servizi essenziali e attività economiche.
Secondo quanto denunciato, il collasso della rete gestita da FiberCop e utilizzata all'ingrosso dai principali operatori di telefonia – tra cui Tim, Iliad e Vodafone – si sarebbe verificato ancora una volta in concomitanza con condizioni meteorologiche avverse. Un fenomeno che, alla luce della frequenza con cui si ripete, viene indicato come il sintomo di una rete fragile e priva di un'adeguata manutenzione preventiva.
Le conseguenze sono state pesanti. L'interruzione della connettività ha impedito il funzionamento dei bancomat e dei terminali POS, con ripercussioni immediate sulle attività commerciali, soprattutto nel pieno della stagione turistica. Disagi anche per le farmacie, impossibilitate a gestire le ricette dematerializzate, mentre professionisti, lavoratori in smart working e imprese che operano attraverso servizi cloud sono rimasti completamente isolati.
Una situazione che, secondo il promotore dell'iniziativa, non può più essere considerata un semplice disservizio risolvibile con gli indennizzi previsti dagli operatori. Per questo motivo è stato depositato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Castrovillari, tramite i Carabinieri della Stazione di Altomonte.
Nell'esposto si chiede alla magistratura e alla Polizia Postale di verificare l'eventuale sussistenza del reato di interruzione di pubblico servizio, previsto dall'articolo 340 del Codice Penale, oltre ad accertare possibili profili di responsabilità legati all'inadempimento di pubbliche forniture o ad altre fattispecie penalmente rilevanti.
La vicenda riaccende il dibattito sulla qualità delle infrastrutture digitali nelle aree interne della Calabria. In un territorio che punta sul turismo, sull'innovazione e sulla permanenza delle imprese, l'affidabilità della rete rappresenta ormai un'infrastruttura strategica al pari delle vie di comunicazione e dei servizi essenziali. I ripetuti blackout, sottolinea il denunciante, rischiano di trasformare il divario digitale in un vero e proprio ostacolo allo sviluppo economico e sociale dell'intero comprensorio.