Ospedale di Cariati, definito il cronoprogramma delle riaperture
Giancarlo Greco (Comitato popolare): «Risultati concreti dopo anni di battaglie. Avviato il Pronto Soccorso, ora si punta al completamento dei servizi»
CARIATI – Si delinea il cronoprogramma delle riaperture e del potenziamento dell’ospedale di Ospedale di Cariati, al centro da anni del dibattito sulla sanità territoriale della costa ionica cosentina.
A fare il punto è l’avvocato Giancarlo Greco, rappresentante del Comitato popolare per l’Ospedale di Cariati, dopo un incontro tenutosi presso l’ASP di Cosenza con il Commissario straordinario Vitaliano De Salazar.
Secondo quanto emerso, il Pronto Soccorso risulta già operativo, seppur con alcune criticità legate alla carenza di personale. Mancano infatti quattro OSS e due infermieri, una situazione che rende ancora incompleta la piena funzionalità del servizio.
Nel frattempo, per garantire la gestione delle emergenze, è stata disposta la presenza di un’ambulanza dedicata ai trasferimenti urgenti verso altre strutture. Il Pronto Soccorso sarebbe comunque in grado di stabilizzare i pazienti più gravi, inclusi i casi di infarto, prima dell’eventuale trasferimento.
Il cronoprogramma prevede un ulteriore passo avanti entro il 15 luglio, quando dovrebbero essere attivati l’Ospedale di comunità e il reparto di Medicina, rafforzando così l’offerta sanitaria locale e ampliando i servizi disponibili per il territorio.
Greco ha definito il percorso come il risultato di una «battaglia portata avanti con determinazione», sottolineando come il confronto istituzionale stia producendo risultati concreti dopo anni di criticità e promesse non mantenute.
Nonostante i progressi annunciati, resta alta l’attenzione del Comitato popolare sull’effettiva attuazione degli impegni presi. L’obiettivo, viene ribadito, è trasformare le riaperture in servizi stabili e pienamente operativi, evitando soluzioni temporanee o parziali.
Lo sguardo si sposta infine sulle prossime sfide del territorio ionico, dalla sanità alle infrastrutture, con particolare attenzione alla situazione della Strada Statale 106, da anni al centro delle rivendicazioni locali.