Il Pollino conquista Tropea: Cipolla Bianca, Poverello e Moscato protagonisti all’Anteprima di Terra Madre
Successo per il GAL Pollino alla grande vetrina Slow Food che ha trasformato la Perla del Tirreno nel cuore della biodiversità mediterranea. Riflettori puntati sulle eccellenze identitarie dell’area del Parco e sulle microfiliere del territorio
TROPEA - Dal Fagiolo Poverello Bianco alla Cipolla Bianca di Castrovillari, passando per il Moscato Passito al Governo di Saracena e l’Origano del Pollino. L’Anteprima di Terra Madre Calabria, conclusasi ieri a Tropea, ha avuto anche il volto e i sapori del Pollino, protagonista di una manifestazione che ha richiamato migliaia di visitatori e oltre 150 produttori della rete Slow Food da tutta la regione.
Per tre giorni il centro storico della "Perla del Tirreno" si è trasformato in un grande laboratorio del gusto a cielo aperto, consacrando la Calabria come uno dei principali punti di riferimento della biodiversità mediterranea. Un evento che istituzioni e osservatori hanno definito il coronamento di una strategia capace di mettere in rete territori, produttori e comunità locali attraverso il cibo, la cultura e la sostenibilità.
Tra i protagonisti assoluti della manifestazione c'è stato il GAL Pollino, che insieme alla Condotta Slow Food Magna Graecia-Pollino ha raccontato al pubblico un territorio ricco di biodiversità, tradizioni agricole e produzioni identitarie.
Il quartier generale dei GAL calabresi è stato Piazza Vittorio Veneto, dove si sono alternati show cooking, degustazioni e momenti di approfondimento realizzati in collaborazione con l'Alleanza Slow Food dei Cuochi. Un format che ha permesso ai visitatori non soltanto di conoscere i prodotti, ma di assaporarli trasformati in piatti d'autore, ascoltando al tempo stesso le storie di chi ogni giorno lavora per preservare paesaggi, tradizioni e biodiversità.
Il momento più significativo per il GAL Pollino è andato in scena nella serata di sabato 20 giugno, con uno show cooking dedicato alle eccellenze del territorio.
Al centro della scena la Cipolla Bianca di Castrovillari, Presidio Slow Food sul quale il GAL ha investito concretamente negli ultimi anni. Attraverso due specifici bandi sono state finanziate sette aziende agricole, attivando investimenti complessivi per oltre 358 mila euro destinati all'ammodernamento delle strutture produttive, all'acquisto di nuove attrezzature e alla realizzazione di laboratori per la trasformazione e la lavorazione del prodotto. Un percorso che si affianca alle iniziative di promozione già realizzate, come le due edizioni del Festival della Cipolla di Castrovillari.
Grande attenzione anche per il Fagiolo Poverello Bianco, legume simbolo delle aree montane del Parco Nazionale del Pollino. Coltivato da secoli nei piccoli appezzamenti irrigui di borghi come Mormanno e Laino Borgo, il Poverello rappresenta una delle espressioni più autentiche della cultura contadina locale. Definito storicamente "la carne dei poveri" per il suo elevato contenuto proteico, continua ancora oggi a essere preparato secondo tradizione nella caratteristica pignatta di terracotta.
Tra i prodotti raccontati e degustati anche l'Origano del Pollino, tra le essenze aromatiche più rappresentative dell'area protetta, e il Moscato Passito al Governo di Saracena, altro Presidio Slow Food che continua a rappresentare una delle eccellenze enologiche più prestigiose della Calabria.
Ma la vetrina di Tropea è stata anche l'occasione per valorizzare altre produzioni emergenti e identitarie del comprensorio: dal tartufo del Pollino all'aglio fermentato di Laino, passando per lo zafferano, i vini e gli spumanti del territorio, spesso arricchiti dalle erbe officinali e dalle essenze botaniche che fanno del Pollino uno degli scrigni naturalistici più importanti d'Europa.
Una presenza che ha confermato come il lavoro costruito negli anni tra GAL, produttori, giovani agricoltori e rete Slow Food stia contribuendo concretamente alla tutela delle microfiliere agricole e alla valorizzazione di un patrimonio che non è soltanto economico, ma culturale e identitario.