Economia calabrese in crescita, Lavia : «Segnali incoraggianti, ma servono lavoro, innovazione e investimenti per colmare i divari»
Il segretario generale della CISL Calabria commenta il Rapporto della Banca d'Italia: PIL, export, occupazione e infrastrutture trainano la ripresa, ma restano aperte le sfide su partecipazione al lavoro, redditi e sviluppo industriale
COSENZA - La Calabria cresce più della media nazionale e del Mezzogiorno, ma il percorso verso uno sviluppo stabile e inclusivo richiede ancora interventi strutturali e una visione di lungo periodo. È questa la lettura che Giuseppe Lavia, segretario generale della CISL Calabria, offre dei dati contenuti nel Rapporto annuale della Banca d'Italia sull'economia regionale.
Secondo Lavia, il 2025 ha evidenziato segnali incoraggianti che confermano la capacità del sistema economico calabrese di valorizzare le proprie potenzialità. Tra gli elementi più significativi emerge la crescita del Prodotto interno lordo dell'1,1%, un risultato superiore sia alla media del Mezzogiorno sia a quella nazionale.
Positivo anche l'andamento del settore delle costruzioni, sostenuto dagli investimenti pubblici e dall'attuazione dei progetti finanziati attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le ore lavorate registrate dalla Cassa Edile sono aumentate del 4,1%, segnale di un comparto che continua a contribuire alla crescita regionale.
Tra i dati più rilevanti evidenziati dalla CISL Calabria figura la crescita delle esportazioni. Nel 2025 l'export regionale è aumentato del 10,8%, superando per la prima volta il valore di un miliardo di euro.
Un risultato che testimonia la qualità delle produzioni calabresi, in particolare nel comparto agroalimentare, che rappresenta quasi la metà delle esportazioni regionali. Tuttavia, l'incidenza dell'export sul PIL regionale resta ancora inferiore alla media nazionale, evidenziando la necessità di rafforzare la presenza delle imprese calabresi sui mercati internazionali.
Segnali positivi arrivano anche dal sistema logistico e dei trasporti. Il porto di Gioia Tauro ha raggiunto un nuovo record storico con oltre 4,5 milioni di TEU movimentati, confermandosi uno dei principali hub del Mediterraneo.
Anche il sistema aeroportuale regionale ha registrato risultati senza precedenti, superando per la prima volta i quattro milioni di passeggeri. Dati che dimostrano come gli investimenti infrastrutturali possano tradursi in crescita economica, occupazione e nuove opportunità di sviluppo.
Particolarmente significativa è la crescita dell'occupazione, aumentata del 3,8% nel 2025, con oltre 20 mila occupati in più rispetto all'anno precedente. Un risultato che ha coinvolto sia il lavoro dipendente sia quello autonomo, interessando soprattutto donne e giovani.
Anche il tasso di disoccupazione è sceso al 9,8%, ma per la CISL Calabria non basta. Il tasso di occupazione regionale si ferma infatti al 46,4%, ben sedici punti sotto la media italiana, mentre il tasso di attività resta al 51,7% contro il 66,7% nazionale.
Per questo, sottolinea Lavia, è necessario rafforzare le politiche attive del lavoro e costruire un sistema formativo più efficace e maggiormente collegato ai fabbisogni delle imprese e dei territori.
Tra le criticità che continuano a caratterizzare la regione vi è il livello dei redditi da lavoro, ancora significativamente inferiore rispetto alla media nazionale. Una situazione che riflette anche la struttura produttiva calabrese, dove il peso dell'industria e delle attività a più alto valore aggiunto rimane limitato.
La CISL Calabria ritiene indispensabile avviare un piano di politiche industriali capace di rafforzare la base produttiva regionale, valorizzando strumenti come la ZES Unica per attrarre investimenti, sostenere l'innovazione e creare occupazione stabile e qualificata. Particolare attenzione viene inoltre rivolta al fenomeno del part-time involontario, che continua a comprimere i redditi delle famiglie e ad alimentare condizioni di fragilità economica.
Un'altra sfida decisiva riguarda l'innovazione. Il numero dei brevetti registrati in Calabria resta ancora troppo basso rispetto alle potenzialità del territorio. In questo contesto, secondo la CISL Calabria, le università regionali devono assumere un ruolo sempre più centrale nei processi di trasferimento tecnologico, nella ricerca industriale e nella nascita di nuove imprese innovative, contribuendo alla costruzione di ecosistemi territoriali capaci di generare sviluppo e occupazione qualificata.
Positiva è infine la valutazione sugli investimenti pubblici e sulle risorse del PNRR destinate alla Calabria, superiori alla media nazionale in termini pro capite. Tuttavia, sarà fondamentale accelerare la capacità di spesa e la realizzazione degli interventi programmati affinché tali risorse si traducano rapidamente in infrastrutture, servizi, innovazione e opportunità di lavoro.
Per Giuseppe Lavia, il Rapporto della Banca d'Italia restituisce l'immagine di una Calabria che sta mostrando segnali concreti di ripresa. La sfida, adesso, è trasformare questa crescita in benessere diffuso, occupazione di qualità e prospettive solide per le nuove generazioni, attraverso una strategia condivisa che metta al centro lavoro, investimenti, innovazione, infrastrutture e inclusione sociale.