Da Tarsia parte la nuova strategia per lo sviluppo della Calabria: presentato l'Atlante degli uccelli nidificanti
La Regione rilancia il ruolo delle aree protette come motore di turismo, ricerca e competitività. Montuoro: «Investiti oltre 60 milioni di euro tra parchi, riserve e progetti ambientali»
TARSIA – La biodiversità come leva di sviluppo economico, turistico e culturale. È questo il messaggio emerso dall'incontro "La Biodiversità che rende straordinaria la Calabria in Europa e nel Mediterraneo", ospitato a Palazzo Rossi di Tarsia, sede del Centro Visitatori delle Riserve Naturali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati, dove è stato presentato l'Atlante degli Uccelli Nidificanti, frutto di oltre trent'anni di monitoraggi scientifici.
L'iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, degli enti di ricerca e dei parchi naturali, confermando il ruolo sempre più centrale del patrimonio ambientale nelle politiche di sviluppo della Regione Calabria.
L'Atlante documenta una ricchezza naturalistica straordinaria: nelle Riserve di Tarsia e della Foce del Crati è presente circa un terzo delle specie di uccelli censite in Italia, il 74% di quelle presenti in Calabria e quasi l'80% delle specie di interesse conservazionistico comunitario della regione. Numeri che collocano quest'area tra gli hotspot di biodiversità più importanti del Mediterraneo.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, che ha definito l'Atlante il risultato di un percorso di ricerca e tutela costruito negli ultimi trent'anni e oggi trasformato in uno strumento di promozione del territorio.
Il direttore delle Riserve, Agostino Brusco, ha spiegato come l'opera rappresenti non soltanto una fotografia dello stato di salute degli ecosistemi, ma anche uno strumento strategico di monitoraggio, divulgazione e pianificazione. Tra le peculiarità naturalistiche ricordate anche la presenza, nell'area della Foce del Crati, dell'unico sito del Mediterraneo in cui si riproduce il cavalluccio marino grazie all'incontro tra acque dolci e marine.
L'assessore all'Assetto del Territorio del Comune di Corigliano-Rossano, Tatiana Novello, ha sottolineato il lavoro avviato per rendere le aree della Foce del Crati più sicure, pulite e fruibili, attraverso interventi di videosorveglianza e sensibilizzazione ambientale.
Dal mondo accademico è arrivata una conferma del valore scientifico dell'opera. Corrado Battisti, docente dell'Università Roma Tre, ha evidenziato come la mappatura delle specie rappresenti uno strumento fondamentale per la gestione degli ecosistemi e la ricerca, ricordando che la biodiversità significa anche qualità della vita e benessere.
Sulla stessa linea Emilio Sperone, docente dell'Università della Calabria, secondo cui le Riserve di Tarsia costituiscono uno dei principali laboratori naturali della regione e rappresentano un punto di riferimento per la formazione universitaria e la ricerca ambientale.
Per il dirigente del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, Giovanni Aramini, la presenza di un patrimonio faunistico così ricco dimostra l'efficacia delle politiche di tutela portate avanti negli ultimi decenni.
Il commissario del Parco Nazionale del Pollino, Luigi Lirangi, ha invece richiamato il valore del corridoio ecologico che collega il Pollino, il Crati e la Sibaritide, sottolineando la necessità di rafforzare la collaborazione tra enti e istituzioni.
Anche il presidente del Parco Nazionale della Sila, Liborio Bloise, ha evidenziato come la sostenibilità rappresenti oggi una concreta opportunità di sviluppo, capace di trasformare il patrimonio naturale in un vantaggio competitivo per l'intera Calabria.
Il presidente provinciale dell'UNPLI Cosenza, Antonello Grosso La Valle, ha infine ribadito il ruolo della rete delle Pro Loco nella valorizzazione del patrimonio ambientale e nella promozione di un turismo sostenibile.
A coordinare il confronto è stato il comunicatore strategico Lenin Montesanto, che ha proposto di portare l'Atlante nelle scuole dell'infanzia e primarie come strumento di educazione ambientale, affinché le nuove generazioni possano conoscere e valorizzare uno dei principali patrimoni identitari della Calabria.
Le conclusioni sono state affidate all'assessore regionale all'Ambiente Antonio Montuoro, che ha illustrato la strategia della Regione per rafforzare il sistema delle aree protette. «La Calabria – ha evidenziato – sta vivendo una nuova stagione per l'ambiente. Sono stati investiti oltre 52 milioni di euro nel sistema dei parchi e delle riserve, ai quali si aggiungono altri 8 milioni destinati a dieci progetti finanziati dal Ministero dell'Ambiente. L'obiettivo è mettere in rete biodiversità, turismo lento, cammini, parchi marini e valorizzazione del patrimonio naturale, trasformando la tutela ambientale in una concreta opportunità di sviluppo per la regione».