Caporalato e sfruttamento nella Sibaritide: la Cgil accende i riflettori sui "campi invisibili"
Appello a istituzioni e politica: «Servono interventi concreti per garantire diritti, accoglienza e dignità ai lavoratori migranti»
CORIGLIANO-ROSSANO - L'incendio divampato nei giorni scorsi nella baraccopoli di contrada Boscarello riporta al centro dell'attenzione il tema delle condizioni di vita dei lavoratori migranti nella Sibaritide. Per la Cgil Pollino Sibaritide Tirreno, soltanto il tempestivo intervento delle forze dell'ordine e dei soccorritori ha evitato che si verificasse una tragedia dalle proporzioni ancora più gravi.
«Forse è solo un caso – afferma il sindacato – ma restiamo convinti che la professionalità di chi è intervenuto abbia impedito il ripetersi di una tragedia che, per numero di vittime, avrebbe potuto essere persino più grave di quella di Amendolara».
Nel rogo, sviluppatosi nella baraccopoli di Schiavonea, uno dei lavoratori extracomunitari è rimasto gravemente ustionato ed è attualmente ricoverato a Brindisi, dove lotta tra la vita e la morte.
La Cgil richiama il recente omicidio dei quattro braccianti di Amendolara, uccisi dopo aver rivendicato il pagamento del salario, ribadendo la necessità di mantenere alta l'attenzione sul fenomeno dello sfruttamento lavorativo, del caporalato e del lavoro nero.
Il sindacato ricorda la manifestazione del 6 giugno scorso ad Amendolara, alla quale ha partecipato anche il segretario generale nazionale Maurizio Landini, annunciando la propria presenza all'iniziativa promossa dalla Conferenza Episcopale Calabra il prossimo 4 luglio, dedicata al tema del lavoro dignitoso.
«Con monsignor Francesco Savino – sottolinea la Cgil – continueremo a riflettere sulla necessità di parlare dello sfruttamento dei lavoratori, italiani e stranieri, e di pretendere interventi concreti».
Tra le richieste avanzate figurano un rafforzamento dei controlli sulle aziende irregolari, il contrasto al caporalato e agli interessi criminali legati allo sfruttamento della manodopera, oltre all'istituzione di una task force per favorire una reale accoglienza e integrazione dei lavoratori migranti.
Secondo il sindacato, gli interventi dovrebbero riguardare anche il pieno rispetto dei contratti di lavoro, il miglioramento dei servizi di trasporto e l'attuazione di politiche abitative capaci di superare la logica dei cosiddetti "ghetti diffusi".
«La baraccopoli di Boscarello – evidenzia la Cgil – rappresenta l'emblema di una situazione conosciuta da anni. Già durante l'amministrazione Geraci, anche grazie al supporto di Emergency, denunciammo le gravissime condizioni di degrado e cercammo di portare un minimo di assistenza a questi lavoratori invisibili».
Per il sindacato, dopo gli ultimi episodi non bastano più le dichiarazioni di circostanza.
«Alle parole della politica devono seguire fatti concreti, investimenti e tempi certi. Non è più accettabile tollerare condizioni di vita che negano i diritti fondamentali della persona e trasformano il lavoro dignitoso in una moderna forma di schiavitù e caporalato».