13 ore fa:Mormanno inaugura il nuovo campo sportivo "Roberto Domanico": un'opera da 750 mila euro al servizio della comunità
1 ora fa:Caloveto, la Provincia interviene sulla SP 251: al via i lavori di pulizia e manutenzione
14 ore fa:Basso Jonio, telefoni muti e internet a singhiozzo: turisti e residenti nelle zone d’ombra della rete mobile
12 ore fa:Castrovillari Calcio, la sindaca De Gaio scrive alla LND: «Verificare l'esistenza di un presunto clone sportivo»
11 ore fa:Odissea 2000, weekend con Radio Kiss Kiss e lunedì i bambini protagonisti di "Mani in Pasta"
13 ore fa:Co-Ro e viabilità provinciale, completata la bitumazione della SP 188: presto anche l'illuminazione nelle gallerie
10 minuti fa:Trebisacce, voucher estivi per minori con disabilità: l'Ambito Sociale pubblica due avvisi
11 ore fa:Parco della Sila e LIPU sottoscrivono un protocollo per la tutela della biodiversità
12 ore fa:Tribunale di Corigliano-Rossano, Uva chiama a sostegno i comuni della Sibaritide
40 minuti fa:"Fiore in Folk" riparte da Castrovillari: il Castello Aragonese inaugura la terza edizione

Due rappresentanze della Calabria del nord-est nella Guida Pane e Panettieri d’Italia 2025

2 minuti di lettura

CASTROVILLARI - La sesta edizione della Guida di Gambero Rosso è un elogio agli artigiani, capaci di far fronte a un mercato in continua evoluzione e artefici di prodotti da forno sempre più autentici. La Calabria ha una ampia rappresentanza, con ben 19 insegne tra cui una new entry.

Circa il 10% dei panifici censiti nella nuova Guida Pane e Panettieri d’Italia 2025 coltiva direttamente i propri grani: un forte segnale che testimonia la crescente attenzione verso la filiera corta e la valorizzazione delle produzioni locali. Perché un pane che nasce dal seme che germoglia nella stessa terra in cui viene lavorato non può che raccontare un’identità precisa, un vero e proprio “terroir”, come direbbe il maestro Davide Longoni. Un ritorno alle tradizioni e alle tecniche di lavorazione che si tramandano di generazione in generazione e che non cedono alla schiavitù della mollica alveolata. 

“Perché gli alveoli possono essere, sì, indicativi della qualità della lievitazione, ma non sempre, a maggior ragione se le farine utilizzate sono a basso contenuto proteico, come la segale. Per riconoscere il buon pane bisogna annusarlo: deve sapere prima di tutto di grano”, scrive nella prefazione Annalisa Zordan, curatrice della Guida, ponendo l’accento sull’importanza dell’olfatto e del gusto nella valutazione di un buon prodotto. Un pane fragrante, dal profumo intenso di grano, è già di per sé un ottimo indizio. E se gli alveoli, spesso osannati come simbolo di lievitazione perfetta, non sempre sono un indice affidabile, soprattutto con farine povere di glutine come la segale, il Gambero Rosso invita a riscoprire il valore del gusto come segnale di buona qualità. 

Si unisce a questa visione anche il pensiero di Piero Gabrieli di Petra Molino Quaglia, main partner della Guida, che fa una profonda riflessione sul futuro della panificazione italiana che ha bisogno di “recuperare le conoscenze e le competenze tradizionali, coniugandole con l’innovazione e la sperimentazione. Solo così sarà possibile preservare la ricca varietà dei pani italiani e costruire un futuro sostenibile per il settore“. 

Pane e Panettieri d’Italia 2025 è una preziosa bussola per gli amanti del pane buono, alla scoperta di fornai artigiani che ogni giorno, con passione e dedizione, portano sulle nostre tavole un pezzo d’Italia. Da Nord a Sud tutta la geografia è ben rappresentata con i Tre Pani che crescono in maniera omogenea lungo tutto lo stivale: 64 con 6 new entry. Tra le nuove eccellenze spicca il Lazio con ben due new entry, cui segue il Friuli-Venezia Giulia, la Campania, la Puglia e la Sardegna che vantano un nuovo ingresso ciascuna, a testimonianza della vivacità del panorama panario regionale.

La Calabria - Sono 19 le insegne che hanno meritato un posto nella guida: nessuna riesce a raggiungere ancora il massimo del punteggio ma sono molte quelle che ci vanno vicino, distribuite tra tutte le province. Con un nuovo ingresso, che merita Due Pani, a Cerva (CZ), di Bubbo Brunella Bakery

Ecco le altre insegne - COSENZA: San Luigi di Acri, Forno Orlando a Castrovillari, Panificio Mauro e Vito Elisa a Cerchiara, Perna Il Pane di Tessano a Dipignano, Panificio Cuti a Rogliano e Cappa a San Giovanni in Fiore. CATANZARO: l dolce forno Boccuto in città, Mezzotero di Botricello e L’arte del grano a Davoli. REGGIO CALABRIA: Pane, Amore e lievito madre e Panificio D’Agostino in città, Panificio Bruno Stilo e Giannarèna a Canolo, La Farineria e Sorbara a Cittanova e Arte del pane a Gioia Tauro. CROTONE: Forno L’arte bianca.

Fonte: meravigliedicalabria.it

Luigia Marra
Autore: Luigia Marra

Mi sono diplomata al Liceo Classico San Nilo di Rossano, conseguo la laurea in Lettere e Beni Culturali e successivamente la magistrale in Filologia Moderna presso Università della Calabria. Amo ascoltare ed osservare attentamente la realtà di tutti i giorni. Molto caotica e confusionaria, ma ricca di storie, avvenimenti e notizie che meritano di essere raccontate.