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Visioni e strategie: il futuro della Calabria è nella Macroregione Mediterranea

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COSENZA - «Riteniamo che la Calabria, per la sua  vocazione euromediterranea  e nel rispetto delle finalità statutarie della Regione, debba concorrere, insieme con le altre regioni meridionali, al processo in atto verso la Macroregione Mediterranea, una priorità in sintonia con uno degli obiettivi della Commissione Intermediterranea (Cim) che si riunirà il 29 e 30 giugno prossimi a Villa San Govanni». 

È quanto affermano i fondatori del Movimento di cultura politica ‘’Riferimenti Mediterranei’’, Franco Bevilacqua e Domenico Campana che annunciano di aver programmato una ‘”campagna di sensibilizzazione’’ sul territorio , con la costituzione di ‘’Gruppi d’azione per la Macroregione mediterranea’’, sui temi che saranno al centro delle politiche euromediterranee, quali   la coesione economica e sociale, la coesione territoriale, le infrastrutture , l’energia, ovvero un diverso modello di produzione da fonti rinnovabili, le Zone economiche speciali(Zes).  Per ciascuna di queste tematiche, in collaborazione con la Fondazione ‘’Fare Futuro’’, saranno elaborati progetti-pilota che dovrebbero concorrere a dare risposte concrete alle non poche criticità perduranti in Calabria, una delle regioni, tra le regioni meridionali, con più deficit di “coesione territoriale’” per la vasta frammentazione del suo territorio e per la presenza (circa il 70%) di aree interne a forte spopolamento.

La Macroregione Mediterranea, secondo la normativa europea, richiede, infatti, l’unificazione di un’area regionale, che per territorio, storia, cultura, interessi socio-economici, si collochi nell’Unione europea. Si tratta di una “strategia” che comporta, da parte delle istituzioni regionali partecipanti, una nuova concezione di sviluppo che alla coesione economico-sociale affianchi quella territoriale, precondizione di ogni ipotesi di sviluppo sostenibile e di accesso ai fondi europei. «Di qui la necessità - sottolineano Bevilacqua e Campana - che la regione Calabria si doti di una legge che riordini in modo sistemico il territorio, secondo Zone Omogenee, aree di interesse comune dove generare forti sinergie ma anche pianificare e gestire in maniera ottimale i servizi essenziali, l’assetto idrogeologico del territorio, il processo produttivo, il patrimonio dei beni comuni, il sistema sociosanitario».

«Gli altri due temi progettuali sono le infrastrutture, in particolare ferroviarie e stradali che svolgono un ruolo di prioritaria importanza per il pieno funzionamento della “dorsale Zes”, perché realizzano l’interconnessione con il sistema Paese e con quello europeo, attraverso i corridoi Ten-T; e la promozione delle Comunità energetiche, fattore chiave di un nuovo modello di produzione di energia da fonti rinnovabili. Su quest’ultimi due temi, infrastrutture al servizio della “zes” e  produzione di energia da fonti alternative -  concludono Bevilacqua e Campana - il Movimento, insieme con la Fondazione ‘’Fare Futuro’’, sta elaborando un documento, da inviare al Ministro Fitto, con la richiesta motivata  di far rientrare, nella revisione in atto del Pnrr, le risorse per la loro realizzazione». 

(Fonte initalia virgilio)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia