4 ore fa:Corigliano-Rossano continua a rivendicare la figura di un garante per la disabilità | VIDEO
3 ore fa:Linea fissa e Wi-Fi ko a Longobucco, l’allarme della Cisl: «Situazione non più tollerabile»
1 ora fa:La tutela dei consumatori «non è una battaglia episodica, ma una responsabilità permanente verso le comunità»
1 ora fa:Sicurezza sismica e innovazione, dall’Unical il “Metodo Durante” che conquista anche gli USA
Adesso:Alta Velocità, Rosellina Madeo (Pd): «La Regione difenda il nostro diritto alla mobilità»
2 ore fa:Dalla Sila all’Aspromonte, fino al Pollino: tutto pronto per la decima edizione di Sila3Vette
5 ore fa:Gelata nella Sibaritide, Pesce (Noi Insieme): «Verificare i danni e chiedere lo stato di calamità naturale»
30 minuti fa:Corigliano-Rossano si spegne una serranda alla volta: la crisi sta divorando il territorio
3 ore fa:Sanità, Garofalo: «Basta rivendicazioni isolate, serve un piano regionale condiviso»
2 ore fa:Spesa dell’Ambito Territoriale Sociale di Trebisacce, Mundo: «Continuiamo a lavorare con rigore»

Alta Velocità, Rosellina Madeo (Pd): «La Regione difenda il nostro diritto alla mobilità»

1 minuti di lettura

CATANZARO - «Se non ora, quando? Siamo ancora in tempo per tornare indietro, anzi per scegliere lo sviluppo concreto e dunque scegliere di andare avanti, rimettendo al centro del dibattito politico ed economico l'Alta velocità e, nella fattispecie, il nodo di Tarsia. È incomprensibile come l'unico progetto considerato davvero auspicabile e idoneo per la mobilità calabrese, per il quale sono stati spesi 35milioni di euro per lo studio di fattibilità, di colpo sia stato definito da Rfi come non più realizzabile né risolutivo per rilanciare il nostro sistema di collegamenti».

A ritornare sulla questione tramite una nota è la consigliera regionale, Rosellina Madeo, che aggiunge: «Il nodo di Tarsia è, e rimane, l'unico vero intervento che può collegare la Calabria con sé stessa e con il resto d'Italia e il silenzio assordante del Governo regionale, a cui fa eco la pericolosa indifferenza di quello Nazionale, altro non fanno che consolidare il sospetto che ci sia una volontà profonda e scientifica di voler tarpare le ali alla crescita della nostra regione».

«Ma come - si chiede Madeo -? La Commissione Europea vuole ampliare la rete di Alta Velocità ferroviaria su tutto il territorio dell'Unione e noi, dopo aver speso oltre 35milioni di euro per il progetto di fattibilità, e dopo che illustri esperti si sono espressi individuando Tarsia come il punto per eccellenza dal quale far passare l'Alta velocità, garantendo il facile raggiungimento delle aree dell'Esaro Pollino e dell'Alto Jonio, accantoniamo tutto con un semplice 'ci siamo sbagliati'? Il tema è: ci siamo sbagliati o semplicemente è stato deciso che ben un terzo dei calabresi, circa un bacino di utenza di 600mila abitanti, non abbia il diritto di usufruire di collegamenti ferroviari degni di questo nome?»

«Di fatto - dice -, da che si parlava di mettere il turbo alla nostra Calabria e di ridisegnare il sistema ferroviario, restiamo con in mano un pugno di mosche e, bene che vada, con il rifacimento del tratto della galleria Santomarco. Un contentino che getta solo fumo negli occhi e non mette realmente mano alla mobilità. Mentre l'Europa parla di collegare, con la tratta sotto la manica, Berlino a Copenaghen in 4 ore, noi possiamo dire che con cinque ore da Mandatoriccio possiamo arrivare a Reggio. Se tutto va bene».

«Ma gli eventi ci stanno offrendo una seconda possibilità che il governo regionale sembra non voler cogliere. La sonora bocciatura della Corte dei Conti al progetto del Ponte sullo Stretto rimette in circolo davvero molti soldi. Cosa aspettiamo per reindirizzarli nei collegamenti su rotaia e verso l'Alta velocità, prima sbandierata come fattibile attraverso il nodo di Tarsia e poi cancellata, senza troppe spiegazioni concrete, con un colpo di spugna?».

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.