4 ore fa:Mobilità sostenibile e sviluppo dell’Alto Ionio: la proposta di Fratelli d’Italia Villapiana
1 ora fa:Sequestrati droga e cellulare nel carcere di Co-Ro: agente colpito al volto durante l’operazione
5 ore fa:Sottopassi di Sibari, il consigliere Garofalo esprime soddisfazione per l'incontro in Regione
3 ore fa:Calabria sotto assedio: la banda degli ATM colpisce ancora... questa volta a Camigliatello
10 minuti fa:Canna, attende il rilascio del tagliando invalidi da sei mesi: «Il Comune non risponde»
2 ore fa:Storie di Brigantaggio nella Sibaritide del 1872, presentato a Sibari libro "Ricatto Massaro"
2 ore fa:Pinocchio torna in classe a Rossano: quando il legno insegna a crescere
16 ore fa:Investe i carabinieri al posto di blocco: due militari feriti a Fabrizio
36 minuti fa:«La morte di Antonio Sommario è una ferita al diritto alla salute delle aree interne»
3 ore fa:Motociclista investe e aggredisce i Carabinieri per sottrarsi al controllo: arrestato

Minaccia bestiame, Fonsi (Coldiretti): «Siamo preoccupati, dopo i cinghiali anche i lupi»

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - «Le zone della Sila Greca stanno affrontando una grave minaccia per le loro attività economiche, soprattutto gli allevatori locali, a causa della proliferazione dei lupi. Questa situazione si aggiunge alle difficoltà già riscontrate a causa della pandemia, dei costi crescenti dell’energia elettrica e delle materie prime, nonché dell’impennata della carne sintetica».

Antonino Fonsi, presidente della Coldiretti di Rossano, esprime il suo forte rammarico, sottolineando le conseguenze catastrofiche che la morte di vitellini, pecore e suini sta causando. La preoccupazione aumenta poiché, dopo l’assalto dei cinghiali che hanno invaso le aree circostanti, ora anche i lupi stanno creando ulteriori problemi. «Siamo in una profonda recessione, la domanda è inesistente», afferma l’imprenditore. «I nostri prodotti rimangono invenduti. Stiamo attraversando un vero e proprio inverno economico». Questa situazione richiede interventi urgenti e solleva la domanda: chi si assumerà la responsabilità dei danni subiti dagli allevatori?

«Segnalazioni di pecore uccise ad Acri e bovini a Paludi, insieme a numerosi animali dispersi di cui non si conosce la sorte, indicano l’urgenza di prendere misure per contenere il problema», continua il rappresentante di categoria.

«Secondo la Coldiretti - riporta la nota -, un’opzione efficace potrebbe essere l’impiego di cani antilupo. In Calabria è presente una razza di cane, il pastore della Sila, che è in grado di contrastare l’aggressione dei lupi. Questi cani potrebbero essere messi a disposizione degli allevatori per prevenire danni. Tuttavia, oltre a questa soluzione, è necessario fornire agli allevatori recinzioni elettriche che offrano una protezione aggiuntiva per il bestiame. L’importanza del pastore della Sila è tale che altre regioni d’Italia hanno manifestato interesse per questa razza e alcuni governi regionali l’hanno fornita gratuitamente. Questo dimostra che la problematica dei lupi è diffusa e richiede una risposta coordinata tra le istituzioni. È necessario attuare soluzioni a lungo termine che tutelino sia la presenza dei lupi che le attività economiche locali, garantendo una coesistenza equilibrata tra la fauna selvatica e le comunità rurali».

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.