9 ore fa:L’Unical presenta il nuovo Piano Strategico per lo sviluppo pluriennale dell’Ateneo
8 ore fa:Sicurezza, Corigliano-Rossano scopre il nodo vero: lo Stato ha bisogno di più Stato
7 ore fa:Educazione alimentare nelle scuole di Cassano: al via il progetto su biologico e dieta mediterranea
6 ore fa:Mormanno, proposta di legge su “Perciavutti”: avviato iter di riconoscimento come evento identitario regionale
10 ore fa:Agricoltura e giovani, l’allarme del Majorana: «Senza futuro nel territorio continueremo a perderli»
6 ore fa:Made in Arbëria, la sfida per salvare cultura e comunità: la Calabria al centro del rilancio
7 ore fa:Ortensia Imbrogno, il volto calabrese che unisce moda e identità digitale
7 ore fa:Dipendenze, giornata di sensibilizzazione nelle scuole: appuntamento il 30 marzo a Rossano
9 ore fa:Trebisacce accoglie il progetto Erasmus+ The Hide Sport Project
8 ore fa:Karen trionfa a "La Ruota della Fortuna": festa a San Giorgio Albanese per la campionessa

Pollino, tra la fauna e la flora più incontaminata: la Riserva naturale “Valle del fiume Argentino”

1 minuti di lettura

ORSOMARSO - La Riserva Naturale Orientata “Valle del fiume Argentino” è stata istituita nel 1987 a protezione dell'alveo fluviale dell'omonimo fiume, nelle quote comprese tra i 200 ed i 1250 metri di altitudine. La Riserva, che occupa una superficie di 3.980 ettari, nella propaggine occidentale del Massiccio del Pellegrino, ricade all'interno del territorio del Parco Nazionale del Pollino. La Riserva Naturale Valle del fiume Argentino è stata dichiarata Zona di Protezione Speciale ai sensi della direttiva europea 79/409, che ha per scopo la conservazione dell'habitat naturale degli uccelli selvatici che transitano o sostano nei periodi migratori.

La Riserva Naturale si trova nell'omonima valle fluviale che ha inciso fortemente il versante nord-ovest del Massiccio del Pellegrino, scavando costoni scoscesi, pareti rocciose, ripidi versanti e profonde incisioni opera dei torrenti laterali del fiume Argentino. La valle è caratterizzata da ambienti umidi e boschi di leccio, cerro, roverella e altri arbusti tipici della macchia mediterranea. Nei boschi della Riserva Naturale si trovano anche castagni, ornielli, ciliegi selvatici, ontani napoletani e, alle quote più elevate, il pino loricato e il pino nero.

La fauna presente nella Riserva è quella tipica delle montagne appenniniche, che vede la presenza stabile del lupo, dello scoiattolo, del gatto selvatico, del cinghiale, della martora, della faina e della donnola. Tra i mammiferi è di rilievo nazionale la presenza di un nucleo autoctono di capriolo italico, sparito ormai su gran parte del suolo appenninico. Tra gli uccelli nidificanti all'interno della Riserva troviamo l'aquila reale, il falco pellegrino, la coturnice, il picchio nero, la poiana, lo sparviero, l'allocco, il barbagianni, il corvo imperiale, il picchio verde, il regolo, la balia dal collare ed il gufo reale.

La finalità principale della Riserva Naturale Orientata Valle del fiume Argentino è la salvaguardia di un’eccezionale area di wilderness, cioè di una zona vergine mai toccata dall'uomo. Sono condotti anche studi in particolare sulla biologia del capriolo italico per mettere a punto strategie di tutela efficace e di conservazione della specie. Tra le aree protette più selvagge e frequentate della Calabria, la Riserva è accessibile dall’abitato del comune di Orsomarso. A parte le tipiche attività escursionistiche e naturalistiche che permettono di osservare l'ambiente selvaggio, all'interno della Riserva è possibile praticare il rafting lungo un tratto controllato del fiume Argentino.

Contemplare le meraviglie che la natura è stata in grado di creare qui, dove non te lo aspetteresti mai, è un’esperienza a dir poco unica, entusiasmante e le sensazioni che trasmette questo Paradiso in terra costituiscono un autentico privilegio per chiunque

(Fonte Calabriatours, foto jblasa.com) 

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia