4 ore fa:Corigliano-Rossano, Mid Pop Design cresce: identità calabrese e marketing culturale
5 minuti fa:Martina Colombari a Morano Calabro con la commedia "Venerdì 13"
2 ore fa:Anemos, il Comune di Corigliano-Rossano protagonista nel Programma Interreg Grecia-Italia
4 ore fa:Calabria, CNA contro il taglio alle compensazioni fiscali: rischio liquidità per le imprese dal 2026
1 ora fa:SP 197 “della diga di Tarsia”: segnali positivi per il completamento della galleria
2 ore fa:Europe Direct Sibaritide si presenta al territorio: a Terranova da Sibari il primo incontro pubblico
3 ore fa:Il Mezzogiorno al centro dell’edilizia, A Cosenza il convegno Ance su rigenerazione urbana e abitare
3 ore fa:Cariati, Commissione Pari Opportunità ferma dal 2023: la denuncia del gruppo Le Lampare
35 minuti fa:Rossano a Lamezia per chiudere i conti: in palio il primato nel Girone G
1 ora fa:Riforma delle Province, Critelli e Mazza: «Aperta la strada a una battaglia di dignità per il rilancio degli Enti intermedi»

Elogio alla vera "mamma calabrese", davvero unica nel suo genere

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – In quasi tutti i Paesi nel mondo, la “mamma” si festeggia nel mese maggio, perché la primavera è nel pieno del suo rigoglio e inoltre, lì dove c’è una tradizione cristiano-cattolica forte, questo mese è quello dedicato alla Madonna, icona simbolo della maternità.

La grazia, la femminilità, la maternità vengono festeggiate quest’anno in Italia l’8 maggio, ma l’origine di questa celebrazione risale all’epoca fascista, quando nel 1933 nel quadro delle politiche sulla famiglia, promosse la “Giornata nazionale della Madre e del Fanciullo”.

In realtà la mamma, soprattutto quella calabrese, sempre presente, a tratti “ingombrante”, famosa per l’attaccamento viscerale nei confronti dei figli, dovrebbe sempre essere festeggiata e la tradizione della nostra terra ci viene incontro, a testimonianza del ruolo materno che, nelle famiglie è vitale: “Cu ti dici ca ti voli beni cchiù i to’ Mamma o ti tradisci o ti ‘nganna”, tradotto, “Chi ti dice che ti vuole bene più di tua Madre, o ti tradisce o ti inganna”.

A volte, anche se accusate di invadenza da nuore e/o generi, le mamme calabresi non resistono a stare lontane dai figli, che vedono e trattano, sempre e comunque, come fanciulli bisognosi di cure e attenzioni. Soprattutto nelle domeniche e nei giorni di festa dove, fanno da protagoniste, le tavolate di famiglia bandite fino all’eccesso, da cibi messi a cuocere sin dall’alba. E se per caso non si mangia tutto, è un’offesa o meglio, mangiare cibo in Calabria, non è mai abbastanza.

Per cui, nel bene e nel male, il calore costante è fuori misura della tipica mamma calabrese, può essere così celebrata: “‘A casa esti sempri fridda quandu manca ‘a Mamma” ovvero, “La casa è sempre fredda quando manca la Mamma”, come non essere d’accordo!

 

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive