2 ore fa:Vakarici celebra il successo del XXI Concorso dei Vini Arbëreshë: migliaia di visitatori e un modello di turismo per le aree interne
15 ore fa:Elisoccorso e Sanità in Calabria: «Servizio necessario ma non può essere l’unica risposta»
1 ora fa:Corigliano-Rossano, completata la stabilizzazione dei TIS: assunti a tempo indeterminato tutti i 51 tirocinanti
16 ore fa:Tutto in famiglia, a Villapiana la sindaca affida una delega al marito: è subito polemica
16 ore fa:Migranti e integrazione, al Museo di Cariati le storie di Saliou e Ibrahima: «Vite oltre i numeri»
14 ore fa:Abbiamo un nemico comune
3 ore fa:Cassano, ripristinato il servizio irriguo a Lattughelle: al via un nuovo impianto a risparmio idrico
2 ore fa:Saracena chiede lo stato di calamità dopo la grandinata: danni a vigneti, uliveti e Moscato
15 ore fa:Porto di Corigliano, 7,3 milioni di investimenti per rilanciare lo scalo: si chiude il tour istituzionale dell'Autorità di Sistema Portuale
34 minuti fa:Caporalato, FLAI CGIL: «Servono risposte strutturali per lavoratori e imprese»

A Longobucco si trova la via delle miniere: un’enorme bellezza che non tutti conoscono

1 minuti di lettura

LONGOBUCCO - Longobucco possiede una ricchezza naturale fatta di pozzi minerari dai quali, sin dai tempi antichi, i sibariti, i crotoniati e i romani estraevano la galena argentifera per la produzione delle monete d’argento della città di Sybaris. I maestri argentari di Longobucco erano famosi in tutto il meridione e persino Gioacchino da Fiore si recò nella cittadina per la lavorazione di alcuni calici. La via delle miniere di Longobucco era dunque davvero prestigiosa e nota non solo in Calabria.

Numerosi manufatti in argento lavorati a Longobucco sono stati spesso donati ai vari Papi che si sono succeduti e una piccola quantità di oggetti è visitabile nella chiesa Matrice del paese. Il terremoto del 1783 però, che colpì in modo disastroso la zona, segnò la fine dell’attività mineraria.

 E oggi? Il sentiero “La Via delle Miniere” inizia immediatamente fuori paese, nella località “Mulinu e ru Rizzu”, ed è visitabile. Il percorso è stato attrezzato e illustrato con pannelli didascalici per la visita, ma è possibile anche avvalersi di una guida per apprendere al meglio le tecniche dell’antica attività di estrazione e lavorazione della galena argentifera.

Questo sentiero era in passato un vero e proprio crocevia di gente affaccendata in lavori diversi, ma oggi non sembra essere così affollato se non in estate. Manca forse una vera opera di valorizzazione del posto che potrebbe far fiorire questo patrimonio calabrese. L’ultima manifestazione dedicata alle miniere d’argento di Longobucco risale infatti al 2018, quando è stata celebrata la X Giornata nazionale delle miniere, ma da allora nulla più.

La via delle miniere conserva un fascino unico, con il luccichio dell’argento ancora visibile, che resta però poco conosciuto. Siamo forse noi stessi calabresi i sabotatori del nostro immenso patrimonio e delle bellezze del nostro territorio?

Martina Garofalo - stagista università La Sapienza

Fonte: comune.longobucco.cs.it, viaggiart.com

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.