11 ore fa:La tutela dei consumatori «non è una battaglia episodica, ma una responsabilità permanente verso le comunità»
12 ore fa:Dalla Sila all’Aspromonte, fino al Pollino: tutto pronto per la decima edizione di Sila3Vette
10 ore fa:Corigliano-Rossano si spegne una serranda alla volta: la crisi sta divorando il territorio
11 ore fa:Spesa dell’Ambito Territoriale Sociale di Trebisacce, Mundo: «Continuiamo a lavorare con rigore»
10 ore fa:Sicurezza sismica e innovazione, dall’Unical il “Metodo Durante” che conquista anche gli USA
9 ore fa:Alta Velocità, Rosellina Madeo (Pd): «La Regione difenda il nostro diritto alla mobilità»
13 ore fa:Linea fissa e Wi-Fi ko a Longobucco, l’allarme della Cisl: «Situazione non più tollerabile»
9 ore fa:Gelata nella Sibaritide, il Sindaco Iacobini attiva le procedure per verificare stato di emergenza
8 ore fa:Paura sulla Statale 106, violento scontro in località Boscarello: ci sono feriti
8 ore fa:All'Auditorium Amarelli la presentazione del nuovo libro di Monsignor Luigi Renzo

Il movimento nazionale di Stop Animal Crimes propone un piano per salvare gli amici a quattro zampe dalla strada

1 minuti di lettura

CALABRIA - Il movimento nazionale di Stop Animal Crimes Italia lancia la sua proposta con il Piano Eliminazione Randagismo contro l’animalismo interessato e le Istituzioni inadempienti.

«Chiederemo – si legge in una nota – alle Procure, agli Organi di Polizia e alle Prefetture sostegno nell’applicazione della nostra proposta. Stop Animal Crimes Italia, movimento trasversale di denuncia e fondato sull’esperienza di centinaia di sequestri e inchieste, nel silenzio per un anno ha battuto il sud Italia per studiare il problema in ogni più ignoto aspetto, giungendo ad una soluzione drastica e che, per tentare di risolvere il problema, per forza di cose attenzionerà anche il mondo animalista, capace di additare i Sindaci e le ASL ma incapace di riconoscere i propri “errori”».

«Il nostro P.E.R. (Piano Eliminazione Randagismo) è un piano di azione che, colpendo quella parte di “volontari” attraverso controlli sulla trasparenza delle raccolte soldi e sull’automatico e impulsivo nonché illegale raccogliere per strada randagi, stimolerà il volontariato stesso a non occuparsi più solo dei sintomi ma a curare la malattia, mettendosi a disposizione dei Sindaci in una mai esistita collaborazione dove il cambiamento parta proprio da queste due figure mediante l’attuazione delle azioni indicate nel progetto e che, in sintesi, fondamentalmente significa affidare il censimento e verifica microchip ai volontari e le sterilizzazioni a veterinari liberi professionisti convenzionati o alle ASL dove più efficienti».

«I cani raccolti, vaganti o senza microchip, saranno condotti all’interno dei rifugi abusivi messi a norma o nei canili già esistenti, all’interno dei quali i volontari – anziché raccogliere cani per strada e gestirli autonomamente e fuori dalle regole come sopra riferito – che mai sono entrati (se non in isolate poche realtà) dovranno entrarvi per fare adottare i cani presenti e liberare così spazio. Alla sintesi di tutto questo, il Movimento diffonderà sul territorio nazionale un “codice etico operativo” (CEO) che racchiude le regole da seguire sia per le Istituzioni preposte (CEO Istituzionale) e sia per i volontari sparsi sul territorio (CEO Animalista)».

(Fonte foto tuttogolfo)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia