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Corigliano-Rossano, file e assembramenti per il vaccino: ma quando finirà tutto questo?

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CORIGLIANO-ROSSANO – «Lasciate ogni speranza, o voi che entrate» è così che recitava Dante nella Divina Commedia e paradossalmente è una frase che ancora oggi riecheggia attuale nella nostra quotidianità.  

Proprio oggi al Centro Vaccinale della Scuola Media Statale Carlo Levi, in Via Nazionale quella porta del tanto atteso vaccino si apriva e chiudeva raccogliendo le speranze di ognuno. Una fila "chilometrica" di gente che aspettava il proprio turno, uomini e donne con bambini e qualche anziano in attesa del fatidico ago iniettore.

Molti erano in attesa da più di tre ore, sotto al sole ancora cocente di un autunno che tarda ad arrivare. I volti stanchi, esausti di chi dopo ore di fila non vorrebbe mai sentirsi dire: «Sono terminate le dosi». Qualcuno addirittura ha chiamato i carabinieri sperando in un ripristino dell’ordine.

Alcuni in silenzio, altri lamentavano la cattiva organizzazione e il troppo tempo atteso prima che quella porta si aprisse: «Assembramenti, meno male che non se ne devono fare» – affermava così una donna in modo ironico rivolgendosi a chi le era vicino.

Insomma, la pandemia, presente ormai da quasi due anni, migliore amica delle nostre giornate un po’ piatte, un po’ malinconiche di tempi migliori non ci lascia in pace. E noi, siamo ancora in balia delle onde.

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

25 anni. Laureata in scienze della comunicazione. Laureanda magistrale in comunicazione e tecnologie dell'informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia