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Il "Cipolla tour" di Spirlì: «Tutelare un prodotto simbolo della Calabria»

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CATANZARO - «C’è un impegno dei nostri produttori a entrare in tutte le fasce di mercato e la grande volontà, che si accompagna a quella politica, di fare di questo prodotto della nostra terra, la cipolla rossa, un simbolo della Calabria».

È quanto dichiara il presidente della Regione, Nino Spirlì, al termine del “Cipolla tour” di stamattina in tre aziende agricole calabresi, specializzate nella produzione della cipolla rossa di Tropea Calabria Igp. Insieme a Spirlì, l’assessore all’Agricoltura della Giunta regionale, Gianluca Gallo, e il dirigente generale del dipartimento Agricoltura, Giacomo Giovinazzo.

Nella prima tappa del tour, visitata la società agricola Fratelli Giampà dell’Op orto natura di Pizzo, specializzata in ortaggi, fragole, agrumi e cipolla rossa di Tropea Calabria Igp. Le principali colture dell’azienda, che conta 140 dipendenti, sono la cipolla, per un’estensione di 30 ettari, e il peperoncino.

La seconda tappa ha riguardato l’Azienda vivaio Santacroce di Acconia di Curinga, specializzata in cipolla rossa di Tropea Calabria Igp e attività vivaistica. L’intero gruppo Santacroce impiega 500 dipendenti e vanta 300 ettari di coltivazione.

La terza tappa ha interessato l’Op Monte Società agricola Veltri, specializzata in cipolla rossa di Tropea Calabria Igp, agrumi e kiwi, in cui lavorano circa 400 dipendenti per 80 ettari di coltivazione.

«Questo – spiega Spirlì – è il primo tour sui nostri territori dedicato alla cipolla rossa di Tropea. Con grande soddisfazione posso dire che torno a casa con informazioni importanti. Con l’assessore Gallo abbiamo assistito a tutte le fasi salienti in tre delle aziende che si occupano di questo prodotto. Si parte dall’antica treccia per arrivare al prodotto poi lavorato secondo le ultime esigenze richieste dal mercato».

«Un prodotto – sottolinea – che si presenta da sé e si impone a tutti livelli, dall’uso domestico fino alle grandi tavole e ai piatti dei grandi chef del mondo. Era un prodotto simbolo della povertà, perché pane e cipolla significava pane e niente. Il grande lavoro di questi anni ha fatto sì che la cipolla diventasse una pietanza centrale».

«È un tour che inizia tra i produttori e – annuncia il presidente – continueremo sui territori dove la cipolla è nata e da cui prende il nome. Quanto prima saremo a Tropea per parlare con gli storici, i coltivatori e tutti coloro che si occupano di questo prodotto. Devo ringraziare Gianluca Gallo perché sta facendo un lavoro enorme per l’agricoltura e l’enogastronomia».

«Il settore della cipolla – conclude Spirlì – dà lavoro a migliaia di operatori, che rappresentano tutto il mondo, visto che provengono da 20-25 Paesi, e che sono impegnati in un lavoro sicuro e legale. Questo è quello che la Calabria vuole, ovvero essere accogliente e poter dare lavoro a tutti. Il rammarico è legato al fatto che, in questo settore, sono quasi assenti i lavoratori calabresi e italiani. Vorrei che si cominciasse a pensare a questo mondo produttivo in maniera differente, così da accompagnarlo nella maniera più giusta».

«Ringrazio il presidente Spirlì per avere voluto rendersi conto insieme a me di questa straordinaria realtà della Calabria. Una realtà – dichiara l’assessore Gallo – che vanta decine di milioni di fatturato e che può, certamente, anche crescere. Oggi abbiamo visitato la Calabria che produce, quella che utilizza un marcatore identitario come quello della “Cipolla rossa” di Tropea».

«Credo – conclude Gallo – che dovremmo continuare a investire su questa coltivazione, e anche su altre, per fare in modo che la nostra agricoltura cresca sempre di più. So che il presidente intende avviare anche azioni di promozione al di fuori dei confini territoriali. Credo, perciò, che l’esperienza del tour di oggi sia un primo passo per rendersi conto di quanto questo settore potrà crescere e trainare, anche dal punto di vista economico, la nostra regione».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.