Strage di Amendolara, il PD: «Non basta indignarsi, ora si colpiscano caporalato e connivenze»
Il Partito Democratico di Corigliano-Rossano interviene dopo la morte dei quattro giovani lavoratori pakistani: «Il problema era sotto gli occhi di tutti». Sabato la manifestazione della CGIL
Non basta indignarsi. La strage di Amendolara, con la morte di quattro giovani lavoratori pakistani, impone una riflessione che vada oltre il fatto di cronaca e apra finalmente una discussione pubblica su sfruttamento, caporalato, lavoro nero, condizioni di vita dei migranti e responsabilità diffuse dentro la realtà economica e sociale della Sibaritide.
È questa la posizione del Partito Democratico di Corigliano-Rossano, che interviene con una nota firmata da Francesco Madeo e Pino Le Fosse, richiamando il territorio a non archiviare l’orrore di questi giorni come una vicenda isolata.
Il PD ricorda i nomi delle quattro vittime, Waseem Khan, Amin Fazal Khogjani, Ullah Ismat Qiemi e Safi Iayjad, esprimendo vicinanza alle loro famiglie e riconoscimento alla magistratura e alle Forze dell’Ordine per la rapidità con cui si è arrivati all’individuazione dei presunti responsabili.
Nella nota viene richiamato anche il messaggio del vescovo monsignor Francesco Savino, che ha invitato tutti a una responsabilità più ampia: contrastare sfruttamento, caporalato, indifferenza e quella assuefazione pericolosa che rischia di rendere normale ciò che normale non è.
Per il PD, la presenza dei lavoratori stranieri nelle campagne e nelle comunità locali non è un fenomeno marginale né recente. Da anni, infatti, rappresenta una componente essenziale della realtà economica e sociale della Sibaritide, contribuendo in modo determinante alla crescita dell’agricoltura e di altri comparti produttivi.
Dentro questo quadro, Corigliano-Rossano viene indicata come una città che non può sottrarsi alle proprie responsabilità: per dimensioni, presenza di lavoratori immigrati e peso delle attività agricole, vive questa realtà più di ogni altro comune del territorio.
Il nodo politico e sociale è tutto nel sistema che ruota attorno al caporalato. Secondo il Partito Democratico, dietro lo sfruttamento si intrecciano lavoro nero, vulnerabilità delle persone, gestione illegale della manodopera e interessi criminali che troppo spesso finiscono per incrociarsi con quelli della criminalità organizzata presente nei territori.
Per questo, sottolineano Madeo e Le Fosse, sarebbe un errore fermarsi soltanto ai responsabili materiali. Occorre continuare a fare piena luce su quanto accaduto, ricostruendo eventuali complicità, coperture e connivenze. Solo così sarà possibile colpire non soltanto gli effetti, ma anche le cause che alimentano sfruttamento e illegalità.
«Ogni volta che emergono vicende come questa scopriamo che il problema non era invisibile. Era sotto gli occhi di tutti», evidenzia il PD, chiedendo un salto di responsabilità collettiva.
Il partito riconosce che sul territorio esistono esperienze positive di accoglienza, integrazione e inclusione, portate avanti da associazioni, sindacati, amministrazioni, volontariato e comunità ecclesiali. Ma avverte anche che queste esperienze non possono diventare un alibi per ignorare ciò che ancora non funziona.
Se sfruttamento, caporalato e condizioni di vita indegne continuano a esistere, secondo il PD significa che tutti devono fare di più, con maggiore continuità, coordinamento e capacità di mettere in rete istituzioni, forze sociali, mondo produttivo e società civile.
Un ruolo decisivo viene attribuito ai Comuni, definiti le istituzioni più vicine alle persone. Per il Partito Democratico devono sentirsi chiamati ogni giorno ad agire, coordinare, proporre e pretendere da Regione e Governo attenzione, risorse e strumenti adeguati.
In questa prospettiva, il PD saluta con favore l’iniziativa della sindaca di Amendolara di convocare i sindaci del territorio, sottolineando che da questa tragedia deve nascere un impegno concreto e verificabile.
Allo stesso modo, il partito annuncia la propria presenza alla manifestazione promossa dalla CGIL per sabato ad Amendolara, alla quale parteciperà anche il segretario generale Maurizio Landini, invitando cittadini, associazioni e forze democratiche del territorio a partecipare.
Nelle prossime settimane, il PD di Corigliano-Rossano promuoverà inoltre un momento pubblico di confronto per mettere al centro emergenze, responsabilità e proposte, con l’obiettivo di trasformare l’attenzione di queste ore in iniziative e risultati concreti.
L’appello finale è rivolto alle istituzioni locali e regionali, ai parlamentari del territorio, alla Regione Calabria, alle organizzazioni professionali agricole, ai sindacati, alle associazioni e a tutte le forze politiche e sociali. Ma anche allo stesso Partito Democratico, a tutti i suoi livelli, perché nessuno può sentirsi estraneo a questa sfida e nessuno può considerare sufficiente quanto fatto finora.
La tragedia di Amendolara, conclude il PD, non può diventare una delle tante vicende destinate a scomparire dal dibattito pubblico. Il modo in cui il territorio affronterà questa realtà dirà molto della qualità della comunità e del futuro che si vuole costruire.