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Strage di Amendolara: appello al lutto cittadino nella Sibaritide

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CORIGLIANO-ROSSANO- Dopo la strage avvenuta sulla vecchia Statale 106, che ha spezzato la vita di quattro lavoratori stranieri, si leva forte dalla Sibaritide una richiesta di memoria, giustizia e responsabilità collettiva. Alto Jonio Sinistra Italiana, Circolo territoriale PRC “N. Converti” di Trebisacce, CGIL Pollino-Sibaritide-Tirreno, CGIL FLC Cosenza, Collettivo territoriale NOI-ONDA, Sinistra al Quadrato Trebisacce e Unità Popolare Amendolara hanno avanzato una proposta condivisa: proclamare il lutto cittadino in tutti i Comuni della Sibaritide.

L’appello, firmato da Pasquale Corbo, chiede che le istituzioni locali riconoscano come propri «figli, lavoratori e cittadini» i braccianti uccisi, auspicando che le indagini sappiano «risalire ai mandanti nascosti della strage».

«Se umanità e civiltà non bastano più – si legge nella nota – almeno lo si faccia per riconoscenza verso ciò che queste persone, venute da lontano per un futuro migliore, fanno per il nostro PIL regionale». Una richiesta che punta non soltanto alla commemorazione, ma anche ad un’assunzione di responsabilità politica e sociale di fronte a una tragedia definita dagli stessi promotori come il risultato di un sistema che continua a produrre sfruttamento e marginalità.

Sul drammatico episodio è intervenuto anche il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che ha invitato a non associare la barbarie al nome della comunità in cui si è consumata, bensì al fenomeno criminale che l’ha generata.

«Questa barbarie – ha dichiarato – non deve essere associata al nome della bella cittadina nella quale è avvenuta, ma al fenomeno criminale che l’ha generata». Stasi ha espresso fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, ringraziando Procura e investigatori per la rapidità delle risposte investigative.

Il primo cittadino ha inoltre condiviso e rilanciato le riflessioni del vescovo di Cassano allo Jonio, monsignor Francesco Savino, riconoscendone la lucidità nell’andare oltre le sole responsabilità individuali degli autori materiali del delitto per interrogare le radici profonde dello sfruttamento.

Nel suo intervento, Stasi ha puntato il dito contro l’ipocrisia di chi oggi si dichiara sconvolto, pur avendo in passato ignorato o ostacolato azioni concrete di contrasto al caporalato. «Il caporalato – ha affermato – è una forma di schiavitù», generata anche da un sistema istituzionale incapace di governare fenomeni economici e sociali globali come le migrazioni legate al lavoro agricolo.

Secondo il sindaco, proprio l’assenza di strumenti di gestione, integrazione e trasparenza alimenta il ricatto e l’illegalità. Da qui la critica allo smantellamento di strutture come gli SPRAR e alle resistenze verso politiche di accoglienza e governo del fenomeno migratorio.

Stasi ha poi rivolto un appello alle comunità migranti presenti in Calabria, ai sindacati, alle associazioni, alle parrocchie e alle imprese sane affinché collaborino con le istituzioni per superare ogni forma di illegalità, dall’alloggio al trasporto fino ai contratti di lavoro.

«La sicurezza di tutti – ha concluso – si raggiunge solo con l’integrazione, che non è assistenza ma responsabilità collettiva e reciproca».

Parole che si intrecciano con la richiesta di lutto cittadino avanzata dalle organizzazioni sociali e politiche della Sibaritide: un gesto simbolico, ma anche un invito a non lasciare che queste morti restino invisibili o senza conseguenze nella coscienza civile del territorio.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.