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Antincendio, Corigliano-Rossano perde le colonne mobili del Nord: Piemonte sul Tirreno, Veneto a Cassano

3 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Dopo anni, Corigliano-Rossano perde la base operativa delle colonne mobili antincendio provenienti dalle regioni del Nord. Dal 2021 queste squadre arrivano in Calabria per sostenere la campagna Aib regionale nei mesi più delicati dell’estate, affiancando volontari e operatori locali nelle attività di prevenzione, monitoraggio e spegnimento.

Negli anni scorsi, nella città ionica venivano ospitate soprattutto le colonne mobili del Piemonte. Quest’estate, però, il dispositivo è stato ridisegnato: le squadre piemontesi sono state dirottate sul Tirreno cosentino, mentre quelle provenienti dal Veneto avranno il proprio campo base a Doria di Cassano Jonio, dove resteranno operative fino al 16 agosto.

Alla base della scelta sembrerebbe esserci una valutazione logistica. Cassano è più vicina al Pollino e consente di raggiungere più rapidamente i territori interessati dai vasti incendi dei giorni scorsi, da Morano a Castrovillari, da Frascineto a San Basile.

Una motivazione comprensibile sul piano operativo, ma che lascia aperta una questione tutt’altro che secondaria: chi garantirà lo stesso livello di supporto alla Sila Greca?

Con il trasferimento della colonna mobile, Corigliano-Rossano perde infatti un presidio che negli ultimi anni ha rafforzato la capacità di sorveglianza e di primo intervento su un territorio vastissimo, fragile e difficile da raggiungere.

Come abbiamo già evidenziato nei nostri approfondimenti, la Sila Greca è una delle aree più esposte al rischio incendi dell’intera Calabria. Boschi continui, vegetazione secca, terreni abbandonati, viabilità interna complessa e tempi di accesso spesso lunghi possono trasformare un focolaio in un fronte fuori controllo nel giro di pochi minuti.

Il punto, dunque, non è contestare il rafforzamento di Cassano o del Pollino. Quelle aree hanno bisogno di uomini, mezzi e presìdi. Il problema nasce quando per proteggere un territorio se ne indebolisce un altro altrettanto vulnerabile.

La nuova organizzazione assegna alla colonna veneta un’area operativa molto ampia, che dovrebbe estendersi da Corigliano-Rossano fino a Rocca Imperiale. Ma la distanza tra il campo base di Doria e i versanti interni della Sila Greca rischia inevitabilmente di incidere sui tempi di intervento, proprio mentre l’esperienza degli ultimi incendi dimostra che la rapidità della risposta può decidere l’esito dell’emergenza.

Resta quindi da chiarire se la nuova collocazione sia soltanto temporanea, dettata dall’eccezionale pressione dei roghi sul Pollino, oppure se rappresenti una diversa e più stabile distribuzione delle risorse regionali.

Servono inoltre garanzie precise sulle squadre che resteranno operative a Corigliano-Rossano e nei comuni della Sila Greca, sui mezzi disponibili e sulla capacità di intervenire rapidamente nelle aree montane. Atteso che su Corigliano-Rossano operano, insieme ai vigili del fuoco, solo le squadre volontarie delal Protezione civile che - da quanto se n'è saputo - da tempo reclamano anche la riparazione del drone, utilizzato per la prevenzione anticendio, andato in avaria e mai sistemato.

Purtroppo la geografia degli incendi non consente scelte rigide. Il fuoco non resta fermo nei territori ai quali viene assegnato un presidio sulla carta. E se la Calabria, per rafforzare il Pollino e il Tirreno, lascia più scoperta la Sila Greca, il rischio è di accorgersi del vuoto operativo soltanto quando la prossima colonna di fumo sarà già diventata un incendio.

Contingente nel centro operativo di Doria

 

Intanto, la delegazione municipale di Doria ospiterà fino al prossimo 16 agosto uomini e mezzi specializzati, chiamati a operare nello spegnimento dei numerosi roghi che stanno interessando il comprensorio. La colonna mobile lavorerà in stretta sinergia con le associazioni locali impegnate nell’antincendio boschivo.

Nella stessa sede è già attiva, dallo scorso giugno, una squadra Aib de “I Falchi”, nell’ambito della convenzione tra Calabria Verde e il Comune di Cassano. La medesima collaborazione istituzionale ha consentito anche l’attivazione di un presidio idraulico a Sibari per il monitoraggio del fiume Crati.

«Ringrazio la Protezione civile della Regione Calabria e il direttore Domenico Costarella – ha dichiarato il sindaco Gianpaolo Iacobini – per la preziosa collaborazione e per l’attenzione riservata al nostro territorio».

Per il primo cittadino, la presenza della colonna mobile rappresenta «un supporto fondamentale» per la tutela ambientale e garantirà un presidio operativo su un’area vasta che comprende Cassano all’Ionio e si estende da Corigliano-Rossano fino a Rocca Imperiale.

«A tutti gli operatori e ai volontari impegnati sul campo – conclude Iacobini – va il ringraziamento dell’Amministrazione comunale per il lavoro svolto con professionalità e spirito di servizio».

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.