La Sibaritide-Pollino invecchia: in 52 Comuni su 58 ci sono più anziani della media nazionale
In occasione della Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, abbiamo interrogato i dati di Openpolis che parlano di un territorio sempre più anziano. Da Alessandria del Carretto a Castroregio, i borghi dell'entroterra sfiorano livelli record
CORIGLIANO-ROSSANO - Oggi si celebra la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, un'occasione per riflettere sul ruolo che questa generazione continua a svolgere nella tenuta delle famiglie e del tessuto sociale, spesso supplendo a carenze strutturali del welfare pubblico.
Un ruolo che, nel nostro territorio, appare tutt'altro che simbolico: i dati sull'indice di vecchiaia raccontano una Sibaritide e un Pollino sempre più anziani, dove il legame economico e sociale tra nonni e nipoti non è solo affettivo, ma spesso una condizione di sopravvivenza per la famiglia stessa.
Il quadro nazionale
Secondo l'ultima elaborazione di Openpolis su dati Istat, in Italia vivono ormai 2 persone over 65 per ogni minore di 14 anni, con un indice di vecchiaia medio nazionale fermo, al 2022, a 187,6 anziani ogni 100 giovani. Una proiezione mediana stima che entro il 2045 questo rapporto possa salire fino a 3 a 1, complice il calo delle nascite e l'allungamento della speranza di vita. Le aree interne e montane dell'Appennino risultano le più esposte a questo squilibrio, ben oltre le città, dove il fenomeno è più contenuto.
Il dato locale: un territorio già oltre la soglia critica
Il quadro complessivo, esteso a tutti i 58 comuni della Sibaritide e del Pollino, è netto: 52 comuni su 58 hanno un indice di vecchiaia superiore alla media nazionale (187,6). Solo sei centri restano sotto quella soglia. Un territorio, dunque, strutturalmente più anziano rispetto al resto del Paese.

Il primo dato che salta agli occhi è quello di Alessandria del Carretto, che con un indice di 1.238,54 registra quasi 12,4 anziani per ogni under-14. Un valore che non ha eguali nella provincia e che segnala una comunità dove i bambini sono ormai una rarità. E non è un caso isolato. Diversi comuni dell'entroterra viaggiano su livelli estremamente elevati, tutti ben oltre le due-tre volte la media nazionale.
Alessandria del Carretto: 1.238,54
Castroregio: 818,22
Papasidero: 792,3
Bocchigliero: 685,07
Nocara: 588,2
Montegiordano: 570,63
San Lorenzo Bellizzi: 551,4
Oriolo: 511,2
Terravecchia: 490,9
San Basile: 482,7
Sono quasi tutti comuni piccoli, montani o collinari, dove lo spopolamento e la fuga dei giovani verso le città o verso il Nord hanno accelerato il fenomeno, lasciando sul territorio una popolazione sempre più anziana.
I centri più "giovani"
Sul fronte opposto, solo sei comuni si collocano sotto la media nazionale, e sono quasi tutti centri costieri o più popolosi: Crosia (121,92), Corigliano-Rossano (127,21), San Lorenzo del Vallo (145,7), Cassano Jonio (156,82), Cariati (181,51) e Spezzano Albanese (181,9). Segno che la tenuta demografica passa ancora, in parte, per i centri più grandi e meglio collegati, mentre i borghi dell'entroterra pagano il prezzo più alto dello spopolamento.
Perché conta, oggi più che mai
Il dato non è solo statistico. In un territorio dove l'indice di vecchiaia supera di 3-6 volte la media nazionale in alcuni comuni, gli anziani non sono soltanto la memoria storica delle comunità: sono spesso l'unico welfare disponibile per le famiglie giovani, tra cura dei nipoti, sostegno economico e tenuta delle case che altrimenti resterebbero vuote. Celebrare oggi i nonni, nella Sibaritide e nel Pollino, significa anche interrogarsi su cosa resterà di questi paesi quando questa generazione non ci sarà più a fare da argine allo spopolamento.