L’Associazione "G. Angeloni" dopo i roghi del Pollino lancia l'appello per la custodia del territorio
Per salvare il patrimonio ambientale servono «adulti responsabili e lungimiranti»
Il Parco Nazionale del Pollino torna a bruciare, e con esso un patrimonio naturale, ambientale e di biodiversità tra i più ricchi e fragili dell'intero Mezzogiorno. Di fronte alle immagini dell'ennesima devastazione, l'Associazione Culturale "G. Angeloni" di Castrovillari alza la voce, trasformando il dolore per la terra ferita in un accorato richiamo alla responsabilità collettiva e alla coscienza civica.
«Perché questi episodi continuano a ripetersi? A chi giova la distruzione di un bene che appartiene a tutti?», interroga il sodalizio castrovillarese, respingendo sia la rassegnazione sia le sterili polemiche fine a se stesse.
Dalla monito spirituale alla custodia della "casa comune"
L'intervento dell'associazione si fonda su una profonda riflessione etica e spirituale, richiamando anche le recenti parole di Papa Leone XIV sul destino della specie umana e sulla necessità indilazionabile di proteggere la Terra.
In questo contesto, il comunicato evidenzia come la Calabria possieda risorse straordinarie, portate avanti ogni giorno dal lavoro silenzioso di famiglie, cittadini e realtà associative. Per salvare questo patrimonio, tuttavia, servono «adulti responsabili e lungimiranti», capaci di prendersi cura della "casa comune" e di superare la logica dell'interesse immediato a favore del bene collettivo.
L'appello si riallaccia alla ricca tradizione spirituale della regione, citando figure simbolo come San Francesco di Paola, San Nilo da Rossano, Sant'Umile di Bisignano e i Servi di Dio don Carlo De Cardona e don Gaetano Mauro: esempi di come la fede possa e debba tradursi in impegno civile per la giustizia e la dignità della persona.
Visione strategica, nuove tecnologie e innovazione
Guardando al futuro, l'Associazione "G. Angeloni" invita le istituzioni e le comunità locali a coltivare i "semi della rinascita" già presenti sul territorio. Un'azione che passa attraverso una pianificazione incentrata sulla persona, sulla solidarietà e sulla valorizzazione culturale, ma che non deve chiudersi all'innovazione.
Anche le nuove tecnologie – compresi gli strumenti forniti dall'intelligenza artificiale – possono infatti diventare preziose alleate nella salvaguardia e nello sviluppo del territorio, a patto che rimangano orientate al rispetto della dignità umana e alla tutela dell'ambiente.
La preghiera a San Francesco di Paola per la rinascita della Calabria
L'esortazione si chiude con una nota di speranza e con l'affidamento finale all'intercessione di San Francesco di Paola, patrono della Calabria, accompagnato da un'accorata preghiera affinché il popolo calabrese possa ritrovare la concordia, superare le divisioni e coltivare quella carità fondamentale per costruire una società più giusta, umana e attenta al creato.
«Non bastano le lamentazioni né le accuse prive di prospettiva», conclude la nota del sodalizio. «Serve una rinnovata passione per il bene comune, capace di trasformare la preoccupazione in responsabilità e la speranza in impegno concreto».