Terranova da Sibari, giovane sequestrata e aggredita dall’ex: la solidarietà del Centro Antiviolenza “Fabiana”
La ventottenne sarebbe stata costretta a salire in auto dall’ex compagno e poi picchiata. Il Centro Antiviolenza: «Siamo con te. La violenza di genere è una realtà strutturata»
CORIGLIANO-ROSSANO - Prima la paura, poi la fuga e la richiesta di aiuto. È una vicenda che ha profondamente scosso la comunità di Terranova da Sibari quella che vede coinvolta una giovane donna di 28 anni, che secondo quanto ricostruito dagli inquirenti sarebbe stata sequestrata e aggredita dall’ex compagno.
L’episodio si sarebbe verificato nei giorni scorsi. La giovane sarebbe stata costretta a salire a bordo dell’auto dell’uomo contro la propria volontà e successivamente avrebbe subito violenze fisiche. Dopo momenti di forte tensione, la donna sarebbe riuscita a sottrarsi all’aggressore e a chiedere aiuto. Sul caso sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità.
Una vicenda che riporta al centro dell’attenzione il tema della violenza contro le donne e delle relazioni segnate da controllo, possesso e incapacità di accettare la fine di un rapporto.
A esprimere vicinanza alla giovane è il Centro Antiviolenza “Fabiana”, che ha diffuso una nota pubblica richiamando l’attenzione sulla dimensione strutturale del fenomeno.
«La brutale aggressione alla giovane ventottenne di Terranova da Sibari, avvenuta a pochi giorni dall’anniversario del femminicidio di Fabiana Luzzi, dimostra come la violenza di genere non sia un fenomeno lontano o isolato, ma una realtà strutturata», affermano dal Centro.
Il riferimento è a Fabiana Luzzi, la sedicenne di Corigliano uccisa il 24 maggio 2013 dall’ex fidanzato, una delle pagine più drammatiche della cronaca calabrese degli ultimi anni. Per il Centro Antiviolenza, il collegamento temporale tra i due episodi richiama la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno.
«L’incapacità di accettare un rifiuto o la fine di una relazione è la manifestazione della cultura del dominio maschile che nega alla donna la libertà di scegliere della propria vita», si legge ancora nella nota.
Parole che vanno oltre il singolo episodio e che invitano a riflettere sulle radici culturali della violenza di genere. Una violenza che spesso si manifesta proprio quando una donna decide di interrompere una relazione o rivendica la propria autonomia.
Il Centro Antiviolenza “Fabiana” ha quindi rivolto un messaggio diretto alla giovane coinvolta nella vicenda: «Il nostro Centro Antiviolenza esprime alla giovane massima solidarietà e disponibilità a un supporto totale per affrontare questo profondo trauma. Siamo con te».
Un sostegno che si aggiunge alla rete di assistenza e protezione che in questi casi diventa fondamentale per accompagnare le vittime nel percorso di uscita dalla violenza.
Mentre proseguono gli accertamenti sull’accaduto, la storia della ventottenne di Terranova da Sibari riaccende il dibattito sulla necessità di rafforzare prevenzione, educazione al rispetto e strumenti di tutela per le donne che denunciano situazioni di violenza o persecuzione.