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Il fuoco arriva davanti a Longobucco: brucia il cuore della Sila Greca, Canadair in azione

3 minuti di lettura

LONGOBUCCO – Alla fine il fuoco è arrivato proprio lì. Nel cuore della Sila Greca, davanti a Longobucco, in uno dei punti nei quali un incendio può diventare rapidamente qualcosa di molto più complicato di un semplice rogo estivo.

Dalla mattinata di oggi, 14 agosto, le fiamme stanno interessando l’area del cimitero, sul versante immediatamente prospiciente il centro abitato. Siamo nel punto di incontro tra la valle del Macrocioli e la grande valle del Trionto, su pendii ripidi e ricoperti da vegetazione fitta. Secondo le informazioni raccolte dalla nostra redazione attraverso la centrale operativa della Protezione Civile della Calabria, sul posto sono impegnate quattro squadre operative a terra, tra Vigili del Fuoco e Calabria Verde, mentre sono entrati in azione anche i Canadair. A dirigere le operazioni di spegnimento c'è il DOS.

Il fronte è ancora in evoluzione e, al momento, non ci sono elementi sufficienti per stabilire le cause dell’incendio né per quantificare la superficie interessata.

Il fumo arriva fino alla Piana di Sibari

La colonna di fumo è ormai ben visibile a grande distanza. Segnalazioni arrivano persino dalle propaggini della Piana di Sibari in direzione di Capo Trionto, con la nube che restituisce la dimensione di quanto sta accadendo sulle montagne alle spalle della costa.

Ma a preoccupare è soprattutto dove il fuoco si è acceso.

Il cimitero di Longobucco è praticamente di fronte all’abitato, separato dal paese da una morfologia aspra fatta di valloni e versanti scoscesi. Il vicino torrente Macrocioli attraversa proprio un sistema caratterizzato da forti pendenze, come documentato anche negli studi regionali realizzati per gli interventi di messa in sicurezza dell’area.

Non è dunque soltanto una questione di ettari eventualmente percorsi dalle fiamme. È un incendio in prossimità dell’interfaccia tra vegetazione e centro urbano, esattamente uno degli scenari che il Piano AIB Calabria 2026 considera particolarmente delicati perché può aumentare la gravità potenziale di un rogo per persone e infrastrutture.

Macchia fitta e versanti ripidi: un combustibile difficile da governare

Nell’area interessata, secondo i riscontri raccolti sul posto, sono presenti soprattutto macchia mediterranea, olivastro e vegetazione arbustiva.

Il contesto vegetazionale della valle del Trionto è però molto più articolato. Il Piano di gestione della ZSC Fiumara Trionto descrive sui versanti formazioni di leccio, accompagnato da fillirea, corbezzolo ed erica arborea, mentre nelle aree più degradate aumentano le formazioni arbustive. Lungo la fiumara sono presenti anche cespuglieti ripariali con oleandro, tamerici e agnocasto.

Era esattamente il tipo di scenario che avevamo raccontato

C’è un punto che oggi non può essere ignorato. Da settimane Eco dello Jonio sta raccontando il problema degli incendi nella Calabria nord-orientale non soltanto quando il fuoco parte, ma prima, provando a capire perché in alcuni territori un innesco possa diventare così difficile da controllare.


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Il Piano AIB regionale fissa dal 15 giugno al 15 ottobre il periodo di grave pericolosità per gli incendi boschivi e individua tra i fattori decisivi la conformazione del territorio, la vegetazione, la continuità del combustibile e la prossimità ai centri abitati. Per le foreste strutturate di latifoglie e conifere indica inoltre la possibilità di elevata propagazione e intensità del fuoco, richiamando la necessità di manutenzione, rimozione del secco e cura della viabilità forestale.

Ed è proprio sulle difficoltà strutturali della Calabria nord-est – strade, territori vasti e spesso difficilmente raggiungibili, vegetazione e tempi di intervento – che avevamo già acceso i riflettori.


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Oggi la priorità è fermare le fiamme. Le considerazioni sulla prevenzione verranno dopo. Oggi la priorità è una sola: impedire che il fronte si allarghi e che possa avvicinarsi ulteriormente al centro abitato o interessare superfici ancora più vaste della valle.

Il lavoro congiunto delle squadre a terra e dei mezzi aerei sta proseguendo in queste ore, in una zona nella quale pendenze e vegetazione rendono complesse anche le operazioni di spegnimento.

Longobucco è uno dei luoghi simbolo della Sila Greca e della valle del Trionto. E vedere il fumo sollevarsi proprio davanti al paese restituisce in modo plastico quello che abbiamo ripetuto per tutta l’estate: in questi territori il problema non comincia quando arriva il Canadair. Comincia molto prima.

Seguiranno aggiornamenti sull’evoluzione dell’incendio.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.