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Amendolara, braccianti bruciati vivi: l’indignazione di Libera contro il «sistema criminale»

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AMENDOLARA – «Una tragedia annunciata». Così Libera definisce l’immane dramma consumatosi ad Amendolara, in provincia di Cosenza, dove quattro braccianti agricoli hanno perso la vita in un incendio. Una morte atroce che, secondo l’associazione, è il tragico epilogo di un sistema che «umilia, sfrutta e uccide».

Per Libera, quanto accaduto è lo specchio di un’economia deviata, strettamente legata al fenomeno del caporalato e alle logiche mafiose. «Un ambito – si legge nella nota – che paga, quando paga, al di sotto delle tariffe stabilite dai contratti collettivi, con orari di lavoro senza limiti, riposi ridotti al minimo e nessuna misura di sicurezza». Il sistema, definito «criminale», si alimenta spesso grazie alla complicità di connazionali che diventano i primi carnefici dei lavoratori. Una dinamica che risponde alla spietata legge del profitto a ogni costo, capace di creare una concorrenza sleale che penalizza le aziende sane a vantaggio di chi sfrutta i disperati, siano essi nei campi, nei cantieri o nell’edilizia.

L’associazione punta il dito contro una politica giudicata «miope» e complice, rea di implementare norme sull’immigrazione che, di fatto, trasformano i migranti in «fantasmi». Privandoli dei diritti fondamentali, li si condanna a vivere in condizioni disumane, spesso in ghetti e baraccopoli come quella di San Ferdinando, rendendoli invisibili anche come lavoratori. «Oggi abbiamo una buona legge sul caporalato – sottolinea Libera – che però, per volontà o negligenza, non viene messa in condizione di funzionare».

L’invito di Libera è quello di trasformare la commozione passeggera in un impegno quotidiano e concreto. È necessario che gli imprenditori vigilino rigorosamente sulle assunzioni, anche in caso di subappalto, e che gli amministratori smettano di chiudere gli occhi per tutelare la reputazione dei territori. Allo stesso tempo, i manager della grande distribuzione devono cessare di strozzare le produzioni agricole sostenibili, mentre i cittadini sono chiamati a consumare in modo etico, scegliendo prodotti che rispettino la dignità della persona e denunciando le complicità.

«Quei quattro corpi carbonizzati devono gridare forte alle nostre coscienze», conclude la nota. L’obiettivo è non permettere che l’indifferenza e la rassegnazione prevalgano, affinché questo sacrificio non sia stato vano.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.