5 ore fa:Carnevale 2026 a Spezzano Albanese: cinque giorni di festa, tradizione e comunità
2 ore fa:Sanità digitale, Occhiuto si affida all'esperienza del prof Giovanni Bisignani
5 ore fa:Corigliano-Rossano, TFS forze dell’ordine: TAR condanna INPS al ricalcolo della buonuscita
17 ore fa:Corigliano espugna il Di Magro: doppietta di Lentini e vittoria sofferta sul Rende
3 ore fa:Spartaco Pupo e il coraggio dell’identità: quando la cultura "torna" a destra
1 ora fa:Co-Ro, serata del Rotary sull’Achiropita: identità religiosa e storia al centro del dibattito
4 ore fa:Mandatoriccio, Emilio Parrotta: una vita tra medicina, impegno politico e servizio alla comunità
16 ore fa:Parco del Pollino, confermato “Visit Pollino” nel 2026: più promozione e prezzi agevolati per il turismo esperienziale
28 minuti fa:Longobucco: «Non bastano i bollettini Anas, servono sicurezza e risposte»
6 ore fa:Calabria, edilizia e rigenerazione urbana: Rifondazione critica Regione e ANCE sul consumo di suolo

Nella Sila greca continua l'avanzata dei cinghiali: agricoltori disperati

1 minuti di lettura
Branchi nelle campagne di Calopezzati. I facoceri continuano a proliferare per Coldiretti in Calabria ce n'è uno ogni 6 abitanti Nella Sila greca, da Corigliano-Rossano a Cariati, passando per Paludi, Calopezzati, Longobucco e Scala Coeli, agricoltori e allevatori sono disperati: i cinghiali stanno distruggendo uliveti, seminativi e vigneti e stanno dimezzando (con la complicità delle volpi) anche gli allevamenti ovini e bovini. una situazione al limite che non si riesce a redimere perché una vera e propria campagna straordinaria di abbattimento dei capi non è mai stata autorizzata. L'ultimo, in ordine di tempo, a promettere interventi risolutivi contro l'invasione di cinghiali che da mesi sta imperversando in Calabria e, era stato l'allora consigliere regionale, delegato alle politiche agricole, Mauro D'Acri. Promesse di misure anti proliferazione ma anche - e soprattutto - di sostegno economico ai tanti agricoltori e produttori che hanno subito grandi perdite a causa della "discesa" dalle montagne dei famelici branchi di facoceri. Ovviamente promesse, mai mantenute. È così che la sus scrofa che fino a qualche tempo fa era in Calabria una specie quasi in via d'estinzione oggi prolifera a più non posso. L'ultimo censimento di Coldiretti, nell'estate 2019, parla di circa 330mila capi in tutta la regione: un cinghiale ogni sei calabresi! Insomma, pare che almeno per il momento dovremmo imparare e convivere con questa simpatica specie (non bastava il coronavirus!) almeno fino a quando non verranno presi seri provvedimenti. La foto in copertina, infatti, è stata scattata domenica mattina sulle alture di Calopezzati: una famigliola di cinghialotti guidati da una scrofa si aggirava liberamente tra le campagne e la loro direzione era la valle, dove sicuramente di li a poco avrebbero fatto razzia di qualche raccolto. Tutto questo mentre dalla Regione si attendono dei provvedimenti risolutivi per far fronte a quella che è una vera e propria piaga! mar.lef.    
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.