Giornata delle tartarughe marine, la Calabria del nord-est resta una nursery fragile per la Caretta caretta
Il WWF segnala l’avvio della stagione di nidificazione: già 11 nidi in Sicilia e 2 in Calabria. Da Rocca Imperiale a Cariati, però, servono più attenzione, segnalazioni tempestive e tutela delle spiagge
CORIGLIANO-ROSSANO – Sotto la sabbia delle spiagge italiane, in questi giorni, si custodisce il futuro di una specie antichissima. È iniziata la stagione della nidificazione della Caretta caretta e, nella Giornata mondiale delle tartarughe marine, il WWF richiama l’attenzione sulla necessità di proteggere coste, nidi e habitat sempre più esposti a crisi climatica, plastica, pressione antropica e disattenzione.
I primi dati della stagione parlano già di 11 nidi in Sicilia e 2 in Calabria. Un segnale importante, che conferma il ruolo del Mediterraneo e delle spiagge italiane nella sopravvivenza delle tartarughe marine.
Anche la Calabria del nord-est, da Rocca Imperiale a Cariati, rappresenta da anni un tratto di costa privilegiato per la Caretta caretta. Le tartarughe scelgono queste spiagge per risalire dal mare, scavare il nido e deporre le uova. Un rito naturale silenzioso, delicato, che spesso avviene di notte e che richiede attenzione immediata da parte di cittadini, bagnanti, operatori turistici e istituzioni.
Il problema è che molte deposizioni rischiano di non essere intercettate. A queste latitudini, infatti, manca ancora una piena consapevolezza diffusa. Molti cittadini non segnalano la presenza delle tartarughe, oppure lo fanno soltanto quando l’animale viene trovato morto o in evidente difficoltà.
È accaduto lo scorso anno sulle spiagge di Rossano, dove una Caretta caretta è stata rinvenuta morta nei pressi del Lido Sant’Angelo. In quel caso la presenza dell’animale era stata segnalata dai bagnanti soprattutto per l’odore emanato dalla carcassa. È accaduto anche alcune settimane fa a Centofontane, nel territorio di Crosia, dove è stata segnalata una tartaruga inerme sul bagnasciuga.
Eppure, proprio su queste coste, la tempestività può fare la differenza. La Caretta caretta, durante la risalita per la nidificazione, può incontrare ostacoli naturali e artificiali. In diversi tratti della Calabria ionica nord-orientale, la pendenza delle spiagge verso il mare rende più difficile il percorso dell’animale, soprattutto in presenza di lidi attrezzati, mezzi sulla sabbia, luci artificiali, rifiuti, barriere e passaggi disturbati.
La segnalazione corretta di una traccia, di un nido o di una tartaruga in difficoltà consente ai volontari e agli operatori abilitati di intervenire, delimitare l’area, proteggere le uova e monitorare la schiusa. Al contrario, il mancato riconoscimento dei segnali può esporre i nidi al calpestio, alla pulizia meccanica delle spiagge o alla semplice distruzione involontaria.
In questo contesto resta centrale il lavoro dei volontari del WWF Calabria Citra, guidati da Antonio Romano, impegnati da anni in attività di sensibilizzazione, monitoraggio e tutela lungo la costa. Un lavoro paziente, spesso poco visibile, ma indispensabile per costruire una cultura della protezione marina anche tra i cittadini.
Il WWF Italia, nel messaggio diffuso in occasione della Giornata mondiale delle tartarughe marine, ricorda che ogni giorno operatori e volontari monitorano le spiagge, proteggono i nidi e soccorrono gli animali in difficoltà. Un impegno che può continuare anche grazie al sostegno dei cittadini, alle adozioni simboliche e alla collaborazione delle comunità costiere.
Quest’anno, nella Calabria del nord-est, non risultano ancora segnalazioni di nuovi nidi, a differenza di quanto avvenuto in altre aree dell’arco ionico, dalla Puglia alla Basilicata fino alla Sicilia.
Il punto, però, è non attendere la notizia della tartaruga morta. La tutela della Caretta caretta comincia prima: dal riconoscere una traccia sulla sabbia, dal non cancellarla, dal non avvicinarsi al nido, dal chiamare subito chi può intervenire. Perché ogni tartaruga che raggiunge il mare e ogni nido protetto sono una piccola garanzia di futuro per una specie che torna sulle nostre spiagge da milioni di anni. E che oggi, più che mai, ha bisogno che le nostre coste siano non solo luoghi di balneazione, ma anche spazi di rispetto, attenzione e vita.