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«Coesione sociale per lo sviluppo del territorio»

3 minuti di lettura

Desidero prima di tutto ringraziare la redazione de “L’Eco dello Jonio”  per l’invito a questa riflessione sul tema coesione sociale e territorio.

L’obbiettivo di queste brevi note è quello di stimolare la curiosità, la ricerca per accrescere il proprio senso critico per una visione di insieme a favore della comunità, collettività terza.

Il principio ispiratore del nostro agire deve essere di agire insieme, non solo per il  proprio benessere/tornaconto ma anche per gli  altri (i terzi!).

Per  affrontare il tema occorre fare subito un confronto su cosa s’intende per Coesione Sociale, prendendo come punto di partenza il quarto rapporto sulla Coesione Sociale del  2013 a cura dell’ISTAT. Quel rapporto, presentato dall'Inps, l’Istat e il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, presenta una guida ai principali indicatori utili a rappresentare la situazione nel nostro Paese e la sua collocazione in ambito europeo.

Obiettivo principe quello di fornire, in particolare ai policy maker, le indicazioni basilari per conoscere le situazioni economiche e sociali sulle quali intervenire per migliorare le condizioni di vita delle persone.

Non si può progettare, infatti, senza consapevolezza e senza visione chiara!

Il rapporto descrive i contesti socio-demografico, economici e del mercato del lavoro; pone il focus sulla  conciliazione tempo lavoro e cura della famiglia, e sulle nuove povertà; si sofferma ad analizzare i dati sulla spesa sociale delle amministrazioni pubbliche, sulla protezione sociale, sulle politiche attive e passive del mercato del lavoro, sui servizi sociali degli Enti locali. Tutte informazioni imprescindibili e consultabili on line nel data warehouse disponibili sui siti dei tre Enti che hanno stilato il rapporto.

Altra importante fonte per approfondire il sito dedicato all’impresa  sociale  (https://www.rivistaimpresasociale.it/rivista/articolo/misurare-la-coesione-sociale-una-comparazione-tra-le-regioni-italiane), che va studiato, anche se del caso “copiato” perché offre straordinari esempi di BEST PRACTIES.

A seguire nel tempo, è nato l’Osservatorio Internazionale per la Coesione e Inclusione Sociale (OCIS), da  cui  è scaturito un modello per misurare la COESIONE SOCIALE; il tutto riportato nella  “SOCIAL COHESION PAPER N. 1/2016” curata dalla dott.ssa Giulia Venturini e dal prof. Paolo Graziano.

Gli autori considerano elemento cardine il presupposto  “che la coesione sociale è anche il prodotto di politiche pubbliche inclusive e volte alla promozione del bene comune”. Hanno utilizzato  le informazioni contenute nelle banche dati degli enti nazionali suddetti  ed è scaturito un significativo strumento operativo, che dovrebbe essere continuamente consultato da Amministratori pubblici e privati.

Il Modello si basa sull’analisi puntuale di sette sotto-indicatori, che sono: relazioni sociali, economia, parità di genere, cultura, inclusione sociale e non discriminazione, ambiente e fiducia.

Arriviamo a noi: l’approccio dell’analisi porta a vedere  la nostra regione, purtroppo, agli ultimi posti delle graduatorie!

E tuttavia non dobbiamo perdere la speranza: i sette sotto-indicatori potrebbero essere, anzi lo sono,  dei punti cardini per un programma di governo, non solo per amministrare una Regione, Provincia, Comune; questi devono ispirare anche la governance di una Impresa, di una Università, di una Scuola e, perché no, anche di una Associazione, o di una Redazione di un qualsiasi Organo di Stampa.

Le parole  sono i capisaldi  delle AZIONI, un Amministratore Pubblico, un Imprenditore di una azienda, un Dirigente scolastico, un Presidente di una Associazione quante volte al giorno si fanno un esame di coscienza per chiedersi se mentre operano nel ristretto cerchio dell’Organismo pubblico, Consiglio, Giunta, Commissione, o CdA di una impresa, o Consiglio di Istituto o di organismo privato di una semplice Associazione Culturale hanno come obbiettivo il benessere  comune della collettività terza!

Un esempio di azione consapevole ci viene indicata nel libro di don Ciotti, il promotore di LIBERA, “Per  un Nuovo Umanesimo. Come ridare un ideale a italiani ed europei”, in cui si definisce la coesione sociale come l’azione perseguita con responsabilità.

Quindi, la coesione sociale si può solo alimentare agendo individualmente con responsabilità!

Mi permetto di aggiungere che la parola sociale avvicina molto al concetto di no-profit, il che vuol dire che il “no profit è scuola di vita”. Il No Profit, se realizzato correttamente, permette anche di giungere ad un guadagno certo perché il fine ultimo non è l’utile; e la Calabria, i giovani della Calabria hanno bisogno di FIDUCIA dallo Stato Centrale, di maggiori risorse in conto economico e di una azione di formazione continua per tutti gli Amministratori e le strutture amministrative e tecniche della P.A.(Regione, Provincie, Comuni ed enti ad essi collegati).

Solo così si potrà iniziare a vedere decollare un circolo virtuoso tra P.A. e Imprese, altro tassello fondamentale per lo sviluppo produttivo ed occupazionale della Calabria.


Il Corsivo è curato dalla reggenza dell'Eco dello Jonio con la preziosa collaborazione della prof.ssa Alessandra Mazzei che ogni settimana offre agli utenti la lettura in forma esclusiva di contributi autentici, attuali e originali firmati da personalità del mondo della cultura, della politica e della società civile di fama nazionale e internazionale

 

Demetrio Crucitti
Autore: Demetrio Crucitti

È laureato in ingegneria elettronica con specializzazione in Telecomunicazioni ed Informatica, presso l'Università di Bologna, con studi di specializzazione su Psicologia del Lavoro. Presso l’Ordine degli ingegneri della Provincia di Roma è stato Promotore e Presidente della Commissione Ingegneria Sociale e Coordinatore della sotto Commissione Parterariato Pubblico -Privato Project Finance nel campo delle infrastrutture di Telecomunicazioni. È Presidente della Fondazione Salvatore Crucitti Onlus (Lazio, Abruzzo e Calabria), con cui si è occupato di progetti di miglioramento della qualità della vita per anziani e disabili e di Studi sul Turismo Accessibile. Ha trascorso una vita al servizio della RAI, prima come Responsabile Capo Supporto Tecnico della Sede Regionale per la Provincia Autonoma di Trento; maturando numerose collaborazioni con Scuola e, negli ultimi dieci anni, come Direttore della Sede Regionale RAI per la Calabria.