13 ore fa:Voci che rompono il silenzio: Co-Ro e il Cav Fabiana Luzzi insieme contro la violenza di genere - VIDEO
11 ore fa:A Saracena la Pinacoteca dotata di mappe tattile e libri in Braile
9 ore fa:La solidarietà della sindaca Labonia all'assessore di Cariati Cicciù
10 ore fa:Al Poliambulatorio di Cassano sospeso il servizio di radiologia
Adesso:Tributi e Turismo: l’Amministrazione di Crosia partecipa a due incontri paralleli per la crescita della città
10 ore fa:Alla Cooperativa Morgia arrivano gli studenti dell'Unical
10 ore fa:Ad Insiti il Parco dello Sport: il cuore del nuovo masterplane di Alfonso Femia
11 ore fa:Autonomia, territorio e comunità: a Trebisacce la tappa regionale del progetto “Crescere verso l’Autonomia”
9 ore fa:Cassano Jonio, il Canale degli Stombi verso il ripristino della navigabilità
12 ore fa:Attentanto Cicciù, Greco (IV): «Atto vile, la politica non si fa con le minacce»

Rosatellum, big del Pd in fuga dall’uninominale

1 minuti di lettura
Chissà se ne hanno parlato, nei vagoni riservatissimi del treno dei desideri (di Matteo Renzi). Di certo ne discutono  – nei capannelli e nelle riunioni ristrette – maggiorenti e militanti del Pd. Da quando i contenuti dello studio commissionato a un funzionario della Camera sono stati rivelati da Repubblica e allargati dal Fatto quotidiano, le conseguenze del Rosatellum sono sulla bocca di tutti i gerarchi dem calabresi. Che sperano di invertire le tendenze negative evidenziate nel dossier ma, intanto, vorrebbero tenersi al riparo dai rischi dell’uninominale. Andiamo per ordine. Il sistema elettorale fresco di approvazione al Senato istituisce 232 collegi uninominali alla Camera e 110 al Senato. In sostanza, 232 deputati e 110 senatori saranno eletti in una gara corpo a corpo. Questa parte maggioritaria della legge elettorale influisce su un terzo circa dei seggi. I restanti scranni (386 alla Camera e 199 al Senato) – al netto dei senatori e deputati della circoscrizione Esteri – passeranno attravero il vaglio del metodo proporzionale, con i collegi plurinominali ai quali sarà abbinato, per ciascuna lista, un gruppetto di candidati “bloccati” (tra due e quattro). Fin qui il sistema. Perché il guaio, per i dem calabresi è il dossier “riservato” finito su Repubblica. Una valutazione che boccia senza appello il Pd calabrese, sul quale aleggia – sempre secondo la simulazione – lo spettro degli “zero tituli” all’uninominale. Rischio condiviso con Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Val d’Aosta e Sicilia. Una previsione troppo pessimistica? Può darsi.
ROSATELLUM, VISIONE OTTIMISTA ACCREDITA I DEM COME VINCITORI IN ALMENO TRE COLLEGI UNINOMINALI
Ma le malelingue la utilizzano per offrire una chiave di lettura per il (solito) assembramento di big calabresi attorno al segretario nella due giorni di incontri su rotaia. La ricerca della prima fila era per molti (ma non per tutti) funzionale all’inserimento nel listino bloccato, secondo l’equazione “più sto vicino/a a Renzi, più probabilità ho di essere catapultato in un collegio proporzionale”. Certo, resta in piedi la possibilità di comparire sia nell’uninominale che nel listino, ma la seconda ipotesi non espone a potenziali figuracce. Questa è la visione apocalittica. Ne esiste una più ottimista, che accredita i dem come possibili vincitori in almeno tre collegi uninominali. Nei quali – siamo ai rumors – potrebbero cimentarsi il segretario regionale Ernesto Magorno, il consigliere dem Carlo Guccione e il deputato uscente Bruno Censore. C’è traffico, invece, per le candidature cosentine al proporzionale, con due sgomitanti Enza Bruno Bossio e Stefania Covello. Non a caso tra le più leste a twittare in una “destinazione Italia” che pareva, nelle tappe nostrane, declinata in “obiettivo Camera”. Fonte: Corriere della Calabria
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.