Caso asili nido a Corigliano-Rossano, Futuro Nazionale attacca il sindaco Stasi: «Se la stessa maggioranza chiede chiarezza, il re è nudo»
I comitati civici rilanciano le pesanti perplessità sollevate dal consigliere di maggioranza Pugliese sulle assunzioni nelle quattro nuove strutture. «Le infrastrutture senza trasparenza sono gusci vuoti: si pubblichino graduatorie e criteri».
CORIGLIANO-ROSSANO – Si fa rovente il clima politico attorno alla gestione e alle procedure di assunzione del personale nei quattro nuovi asili nido comunali di Contrada Frasso, Via Maradea, Boscarello e Petra. A intervenire con una dura nota congiunta sono i cinque comitati di Futuro Nazionale di Corigliano-Rossano – per tramite dei referenti Maria Lores Laera, Giovanni Antoniotti, Daniele Spataro, Giovanni Dima e Giuseppe Falbo –, che tirano in ballo direttamente il sindaco Flavio Stasi e la sua amministrazione, sostenendo che «esiste un momento inossidabile in cui il silenzio diventa complicità».
A far esplodere il caso politico non è stata l'opposizione, bensì un esponente della stessa maggioranza: il consigliere comunale Ernesto Pugliese (subentrato a Liliana Zangaro dopo le dimissioni irrevocabili del 31 luglio 2025). Con una presa di posizione definita dalla stampa locale come una "bordata amica", Pugliese ha portato alla luce "forti perplessità" e centinaia di segnalazioni da parte di cittadini e genitori i cui curricula non sarebbero stati valutati né riscontrati tramite colloqui, evocando persino il rischio di pressioni locali sul gestore esterno.
Raccolte e fatte proprie le denunce del consigliere di maggioranza, Futuro Nazionale rilancia tre interrogativi cruciali rivolti senza filtri all'amministrazione comunale:trasparenza delle procedure, rispetto dei requisiti, chiarezza sui rapporti.
Si chiede, infatti, con quali criteri oggettivi e verificabili la cooperativa aggiudicataria abbia reclutato il personale, pretendendo la pubblicazione immediata di avvisi, graduatorie, curricula valutati e verbali dei colloqui. Ma anche verifiche rigorose sugli standard del personale educativo 0-36 mesi, con particolare attenzione alle qualifiche richieste per gli addetti alla preparazione dei pasti, definiti un servizio delicatissimo per la salute dei minori. Infine di far luce sull'eventuale assunzione di amici, conoscenti o parenti di amministratori, consiglieri o soggetti vicini all'apparato politico, così da fugare ogni ombra di favoreggiamento.
Pur riconoscendo l'importanza strategica dell'apertura dei quattro asili nido per il territorio, i comitati ribadiscono che «le infrastrutture senza trasparenza sono gusci vuoti» e il simbolo di un potere autoreferenziale che rifiuta di rendere conto alla cittadinanza. Il monito finale al sindaco Stasi è netto: le risposte non sono dovute ai movimenti politici d'opposizione, bensì alla città, ai giovani professionisti, alle educatrici escluse e alle famiglie che affideranno i propri figli, poiché «il bene comune si gestisce con regole e trasparenza, non come una casa tra amici e parenti».