Asili nido, la bordata "amica" di Ernesto Pugliese all'esecutivo Stasi
Il consigliere di maggioranza, fedelissimo del sindaco, pretende chiarezza sulle assunzioni della cooperativa. E solleva interrogativi che investono anche il Comune. Un nuovo terremoto politico dopo il caso Zangaro
CORIGLIANO-ROSSANO – Alla fine, la macchina da guerra di Flavio Stasi rischia di farsi lo sgambetto da sola. Perché a far esplodere un nuovo caso quello sulle assunzioni nei nuovi asili nido comunali non è un consigliere d'opposizione, non è uno degli avversari storici del sindaco, né qualcuno che abbia interesse a mettere in discussione l'operato dell'Amministrazione. È Ernesto Pugliese. Uno dei fedelissimi. Un sostenitore della prima ora. Un pretoriano dello stasismo che oggi, senza troppi giri di parole, mette sul tavolo una questione politicamente esplosiva: come è stato reclutato il personale destinato a lavorare nei quattro asili nido comunali?
La domanda è semplice. Il contesto, assai meno. Perché Pugliese non si limita a sollecitare chiarimenti tecnici. Parla di «forti perplessità», riferisce di centinaia di segnalazioni, chiama direttamente in causa la cooperativa aggiudicataria del servizio e chiede alla stessa Amministrazione che sostiene di rendere conto dei passi compiuti. E poi introduce un tema ancora più delicato: quello delle eventuali segnalazioni locali e delle possibili pressioni sulle scelte del gestore. Non le denuncia come fatti avvenuti, anzi dichiara esplicitamente di escluderle dal proprio pensiero. Ma il solo fatto di evocarle, in un intervento pubblico proveniente dai banchi della maggioranza, basta a trasformare una richiesta di trasparenza in un caso politico.
«Come sono stati scelti gli operatori?»
Pugliese comincia riconoscendo il lavoro dell'Amministrazione. L'apertura del nuovo nido di contrada Frasso, il potenziamento della struttura di via Maradea e il prossimo avvio di quelle di Boscarello e Petra rappresentano, nelle sue parole, un risultato straordinario. «Quattro asili nido in città sono un risultato straordinario, e non casuale, frutto di duro lavoro, perseveranza, studio, sacrificio, ma soprattutto amore la nostra comunità, e ne va dato merito a questa Amministrazione».
Il riconoscimento, però, diventa il prologo di un intervento durissimo. Perché alle infrastrutture realizzate deve corrispondere, secondo il consigliere, un sistema di reclutamento altrettanto trasparente. «Ma non si può non dare risposte alle centinaia di richieste di chiarezza, che giungono da altrettanti cittadini e da tantissimi genitori, riguardo alle procedure seguite dalla Cooperativa che si è aggiudicata la gestione dei quattro asili nido comunali, per il reclutamento del personale in servizio nelle stesse».
Il consigliere precisa di non aver mai incontrato personalmente i rappresentanti della cooperativa, della quale riferisce di aver ricevuto ottime referenze, e riconosce senza ambiguità la piena autonomia gestionale del soggetto affidatario in materia di assunzioni. Ma è proprio su come questa autonomia sia stata esercitata che pretende spiegazioni. «E allora - scrive - considerato che mi giungono centinaia di segnalazioni che denunciano che tantissimi aspiranti non sono stati in nessun modo valutati, che non sia stato fatto loro neanche un colloquio, è il minimo chiedere di sapere quale tipo di valutazione è stata adottata».
«Sia chiaro - aggiunge - non vuole essere un atto di accusa verso il gestore, ma è chiaro che lo stesso debba darci delle risposte, ed anche in fretta». E da qui la richiesta: «Come le avete selezionate queste persone?» Pugliese entra anche nel merito dei requisiti professionali, richiamando gli standard previsti per il personale impiegato nei servizi educativi rivolti ai bambini tra tre e trentasei mesi. Si sofferma, in particolare, sulle qualifiche richieste agli addetti alla preparazione dei pasti, sottolineando la delicatezza di un servizio nel quale competenze, esperienza e professionalità non sono elementi accessori. «Non essendo complottista - sottolinea - non penso e mai penserei che il gestore, essendo geograficamente così lontano abbia potuto affidarsi a soggetti della città per ricevere informazioni e/o segnalazioni, né tantomeno che abbia potuto cedere a pressioni di qualunque tipo, sarebbe ancor più grave». Ed è qui che nel j'accuse del consigliere comunale entra il sindaco Stasi. «Da Consigliere Comunale, da cittadino e da rappresentate di tante famiglie che dovranno fruire di questo servizio per i loro piccoli - precisa nella sua nota Ernesto Pugliese - chiedo anche alla mia e nostra Amministrazione, che, convintamente sostengo, i passi e gli atti compiuti e quali altri intenda compiere, per chiedere che sia fatta chiarezza su tutto quanto sin qui detto». «Lo faccio oggi pubblicamente, perché non vi possono essere dubbi sulla trasparenza e imparzialità di queste procedure, per un servizio alla persona di tale delicatezza».
Il precedente Zangaro e quel filo che collega due fedelissimi
Il caso Pugliese riporta inevitabilmente alla memoria un altro passaggio che, poco più di un anno fa, scosse gli equilibri dello stasismo. Era il 31 luglio 2025 quando Liliana Zangaro, altra sostenitrice storica di Flavio Stasi, rassegnò le dimissioni irrevocabili dal Consiglio comunale. Una decisione che arrivò senza una pubblica spiegazione delle ragioni e che, già allora, alimentò interrogativi sullo stato di salute della maggioranza.
Come raccontammo all'epoca, attorno a quelle dimissioni circolavano indiscrezioni su un crescente malessere politico e sulla distanza fra alcuni consiglieri e il centro decisionale dell'Amministrazione. Pugliese subentrò proprio alla dimissionaria Zangaro ed è evidente che quella poltrona continua a rimanere focosamente polemica. Ed è proprio il consigliere di Corigliano-Rossano Pulita, che al contrario della Zangaro resta saldamente nella maggioranza, oggi mette pubblicamente alla prova la capacità di assicurare trasparenza su una questione sensibile. E lo fa all'interno del perimetro di una maggioranza che - di fatto - fa tutto da sola: capace di galvanizzarsi e di mettersi lo sgambetto, allo stesso tempo. Ma con una chiarezza di fondo alla quale ormai ci ha abituato lo stasismo: i panni sporchi non si lavano in casa ma alla luce del sole.