Italiano e matematica, allarme competenze nelle scuole della Calabria nord-est
Prove INVALSI 2025: in quinta superiore la media degli studenti sotto il traguardo è del 67,6% in italiano e, addirittura, del 68,8% in matematica. L’elaborazione dell’Eco sui dati comunali disponibili apre una questione educativa territoriale
CORIGLIANO-ROSSANO – 67,6% in italiano, 68,8% in matematica. Sono le medie delle percentuali di studenti che, nelle quinte superiori dei dieci comuni della Calabria nord-est con dati pubblici disponibili, non raggiungono i traguardi previsti dalle prove INVALSI. Due numeri che portano al centro dell’agenda territoriale una questione essenziale: con quali competenze i ragazzi arrivano alla conclusione del percorso scolastico.
Il dato emerge dall’elaborazione che Eco dello Jonio ha fatto sul dataset del Servizio statistico INVALSI relativo all’anno scolastico 2024-2025. La ricerca ha preso in esame il perimetro dei 58 comuni della Calabria nord-est, selezionando i risultati riferiti al comune in cui si trova il plesso frequentato.
Per l’ultimo anno delle superiori, le informazioni pubblicate riguardano Cariati, Cassano Jonio, Castrovillari, Corigliano-Rossano, Crosia, Longobucco, Lungro, Rocca Imperiale, Spezzano Albanese e Trebisacce.
Che cosa racconta quella media
La precisazione è necessaria fin dall’inizio: non significa che il 68% di tutti gli studenti dei 58 comuni abbia competenze insufficienti. Tutt'altro. Il calcolo è una media aritmetica delle percentuali dei dieci comuni disponibili. Ogni comune pesa allo stesso modo, indipendentemente dal numero di studenti.
È dunque una sintesi dei risultati comunali pubblicati, non una stima rappresentativa dell’intera popolazione scolastica della Sibaritide-Pollino. Per ottenere quest’ultima servirebbero una copertura adeguata e le numerosità necessarie a ponderare i risultati.
Entro questo perimetro, però, il segnale è netto. In italiano e matematica la media delle quote sotto il traguardo supera i due terzi. Si tratta degli studenti collocati nei livelli 1 e 2 delle prove, al di sotto della soglia individuata dal livello 3. Il risultato INVALSI non coincide con il voto in pagella o con l’esito dell’esame di maturità ma misura specifiche competenze attraverso prove standardizzate.
Un territorio con differenze profonde
Dietro il valore medio ci sono situazioni molto diverse. A Corigliano-Rossano la quota sotto il traguardo è del 50,4% in italiano e del 46,8% in matematica. A Castrovillari raggiunge rispettivamente il 59,3% e il 64,9%, a Trebisacce il 59,4% e il 65,3%.
A Cariati i valori salgono al 79,8% in italiano e al 73,9% in matematica; a Cassano Jonio sono del 73,3% e dell’80%. A Spezzano Albanese si attestano al 75,6% e all’85%, mentre a Crosia raggiungono l’84,4% e il 93,8%.
Longobucco presenta quote del 40% in italiano e del 44% in matematica; Rocca Imperiale del 54,1% e del 45,9%. A Lungro il dato pubblicato arriva al 100% in italiano e all’88,2% in matematica.
I segnali anche negli altri gradi
Le difficoltà compaiono anche nei risultati degli altri anni scolastici esaminati. Per la seconda superiore, nei sei comuni con dati disponibili, la media delle quote sotto il traguardo è del 56,9% in italiano e del 67,2% in matematica.
Per la terza media, limitatamente a Castrovillari, Corigliano-Rossano, Longobucco e Mormanno, i valori sono del 55,8% e del 65,2%.
Queste percentuali, dicevamo, non descrivono il peggioramento degli stessi ragazzi nel tempo, piuttosto riguardano gruppi di studenti e insiemi di comuni differenti. Mostrano, tuttavia, che la questione degli apprendimenti merita attenzione in più passaggi del percorso scolastico.
Le caselle vuote e le risposte da cercare
Nel complesso, per il 2024-2025 sono disponibili risultati pubblici per almeno un grado scolastico in 19 dei 58 comuni. Per altri 28 emergono soltanto dati precedenti; per 11 non risultano valori nell’estrazione adottata.
Come abbiamo scritto in premessa, non è una tabella esaustiva ma sicuramente offre una base concreta per aprire un confronto tra istituti, famiglie e istituzioni. Soprattutto su quali difficoltà ricorrono dal momento che spesso il decorso degli studi propone risultati diametralmente opposti rispetto a quelli che emergono dalle prove INVALSI. O, ancora, Quali interventi di recupero servono per produrre risultati; dove occorre rafforzare il sostegno agli studenti.
Il dato senza dubbio non assegna responsabilità ma pone una domanda inevitabile: quali strumenti stiamo dando ai ragazzi per affrontare ciò che viene dopo la scuola?