Cerchiara di Calabria rende omaggio agli speleologi del Bifurto: una storia di coraggio e ricerca
In Consiglio comunale accolto il professor Giulio Gecchele, protagonista della spedizione del 1962 che raggiunse i 683 metri di profondità. A conclusione della giornata, piantati sei alberi in memoria degli esploratori
CERCHIARA DI CALABRIA – Una pagina importante della storia della speleologia italiana è tornata al centro della vita della comunità di Cerchiara di Calabria. Nel corso del Consiglio comunale di venerdì 23, l’Amministrazione ha reso omaggio ai protagonisti della storica impresa del 1962 all’Abisso del Bifurto, riconoscendo il contributo di quegli esploratori che portarono il territorio del Pollino all’attenzione del mondo scientifico.
Ospite dell’assemblea è stato il professor Giulio Gecchele, protagonista della spedizione che oltre sessant’anni fa segnò una tappa significativa nella conoscenza delle profondità sotterranee. Accanto a lui, collegati in videoconferenza, sono intervenuti anche altri speleologi ancora in vita che presero parte a quella straordinaria avventura.
L’incontro si è trasformato in un momento di memoria e riconoscenza, offrendo l’opportunità di ripercorrere, attraverso le testimonianze dirette dei protagonisti, le difficoltà, le sfide e le emozioni di un’impresa destinata a lasciare un segno nella storia della speleologia e nell’identità della comunità cerchiarese.
Le esplorazioni dell’Abisso del Bifurto, conosciuto anche come Fossa del Lupo, presero avvio nel 1961 per iniziativa del Gruppo Speleologico Piemontese. Nell’agosto dell’anno successivo, la spedizione raggiunse la profondità di 683 metri, conseguendo un risultato di grande rilievo per l’epoca.
Un traguardo reso possibile dalla preparazione tecnica, dal coraggio e dallo spirito di collaborazione degli speleologi, chiamati ad affrontare un ambiente sotterraneo complesso e in gran parte ancora inesplorato. Un’esperienza nella quale la passione per la ricerca si intrecciò con l’avventura, contribuendo ad accrescere l’interesse scientifico per il patrimonio carsico del territorio.
L’Abisso del Bifurto rappresenta, infatti, molto più di una cavità naturale di straordinario interesse. È una testimonianza delle ricchezze geologiche di Cerchiara di Calabria e del contributo che anche i territori locali possono offrire alla conoscenza scientifica. La sua storia richiama, inoltre, l’importanza della tutela e della valorizzazione del patrimonio naturale, affinché il suo significato possa essere trasmesso alle nuove generazioni.
L’accoglienza istituzionale del professor Gecchele ha rappresentato così un ponte tra passato e presente, un’occasione per restituire visibilità ai protagonisti di quella stagione pionieristica e per riaffermare il valore della memoria come patrimonio condiviso dell’intera comunità.
Sei alberi per ricordare i protagonisti della spedizione
La giornata è proseguita con una visita al sito dell’Abisso del Bifurto, dove sono stati piantati sei alberi, uno per ciascuno degli speleologi della storica spedizione. Un gesto simbolico, carico di significato, pensato per esprimere gratitudine verso chi contribuì a scrivere una pagina importante della storia locale e, al tempo stesso, per testimoniare un impegno concreto verso il futuro.
A oltre sessant’anni da quell’impresa, la vicenda del Bifurto continua a raccontare una storia di coraggio, passione e conoscenza. Un’eredità che Cerchiara di Calabria sceglie di custodire e valorizzare, mantenendo vivo il ricordo di uomini che, attraverso la loro esplorazione, contribuirono a far conoscere il territorio ben oltre i suoi confini.